L'Islanda non è magica: è un deserto di lava e turisti confusi
Sono tornato da un mese in Islanda e ancora mi chiedo come abbiano fatto a trasformare un deserto di lava in un brand da sogno. La verità è che fuori dalle cartoline, l'Islanda è vento tagliente, strade dissestate e file interminabili di gente con il treppiede davanti a ogni singolo geyser. La famosa "natura incontaminata" è un sentiero battuto da pullman turistici, dove per godersi un tramonto senza un centinaio di cappelli a punta devi letteralmente scarpinare per ore. La magia? Spesso è solo un selfie in un posto desolato, con altre venti persone che fanno esattamente la stessa foto. È un luogo potente, sì, ma spietato. Non è una fiaba. È roccia nera, nuvole basse che inghiottono l'orizzonte e un senso di solitudine che può farti paura. Forse è bella proprio per questo, non nonostante il caos. Ma smettiamo di chiamarla magica: chiamiamola per quello che è, un paesaggio lunare dove l'uomo è solo un ospite fastidioso. E no, non tutti hanno bisogno di vederla per capire che a volte i posti più celebrati sono solo degli specchi per le nostre aspettative.