Mani: torri di pietra e mare selvaggio nel Peloponneso
Mani è esattamente quello che dice il titolo: un susseguirsi di torri di pietra antichissime su un mare che sembra incutere timore, una costa selvaggia e affascinante. In questo giugno, la penisola del Peloponneso si mostra in tutto il suo carattere. Le torri, costruite in epoca medievale per difendersi dagli attacchi, si arrampicano sulle colline e si specchiano in un mare blu intenso, spesso mosso. Non c'è nulla di addomesticato. Le spiagge sono per lo più rocciose, con pochi stabilimenti, e l'aria profuma di erbe aromatiche.
Il budget direi medio. Non è una destinazione cara come le isole più famose, ma i costi per l'alloggio e il cibo sono nella media. Contare almeno 80 euro al giorno per una sistemazione dignitosa e pasti frugali.
Per arrivare, il modo più semplice è prendere un volo per Atene, poi noleggiare un'auto e guidare per circa 3 ore fino a Gythio, la porta della Mani. Oppure volare su Kalamata, che è più vicina, ma i collegamenti sono meno frequenti. Muoversi senza auto è praticamente impossibile: le strade sono tortuose e i mezzi pubblici rari. Per visitare bene la Mani servono almeno una settimana. Si può scegliere di percorrere la strada costiera che collega i paesi principali, fermandosi a ogni torre, o di esplorare l'interno più isolato.
Un aspetto negativo è la mancanza di varietà nei servizi. Molti villaggi sono quasi spopolati, e trovare un ristorante aperto fuori stagione è un'impresa. Anche d'estate, alcuni posti chiudono presto. E le spiagge non sono attrezzate: se si cerca il comfort, meglio altrove.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche è visitare il villaggio di Vathia all'alba. Le luci sono incredibili, i colori della pietra si accendono e non c'è nessuno. È un'esperienza quasi mistica. Portarsi un ombrello per il sole perché l'ombra è rara.