Recensione

Mani: torri di pietra e mari dimenticati

gi
gioerena

Mani: torri di pietra e mari dimenticati

La Mani non è per tutti. Se cercate l'ordinata cartolina delle isole Cicladi, girate alla larga. Qui il fascino è ostico, aspro, quasi respingente. Ed è per questo che, dopo una settimana passata a percorrerne le coste e gli sterrati interni, posso dire che è uno dei posti più autentici che abbia visitato negli ultimi mesi. Ma va presa con le pinze.

PRO:
1. Il paesaggio è unico: le torri in pietra, i villaggi arroccati, il mare che sembra non aspettarsi nessuno. A Vathia, al tramonto, la luce dipinge quelle case-fortezza di un colore che non si trova nelle cartoline. È una Grecia che resiste al turismo di massa.
2. I bagni sono da manuale: calette quasi deserte, acqua cristallina, nessun lettino a pagamento. A Marmari, a metà mattina, ero da sola con le capre e il vento.

CONTRO:
1. Muoversi è una fatica. Le strade sono strette, piene di tornanti, e il asfalto spesso finisce lasciando posto a sterrato che richiede un fuoristrada. Ho rischiato di bucare due volte sullo sterrato per Pyrgos Dirou.
2. La mancanza di servizi si paga. A luglio i pochi supermercati delle frazioni interne chiudono presto, e i ristoranti costieri alle 22 smettono di servire. Se non vi organizzate, cenate con pane e formaggio.

Budget medio-alto per l'estate: fuori stagione sarebbe più gestibile, ma a luglio i pochi alloggi disponibili costano quasi quanto una camera in centro a Nafplio. Per arrivare ho preso un volo per Kalamata e poi noleggiato un'auto (indispensabile). Senza macchina non si va da nessuna parte. Il tempo minimo per assaporare la Mani è di almeno cinque giorni: tre per la costa est, due per l'interno e la costa ovest.

L'aspetto più deludente? Le spiagge più celebri (limoni, Stoupa) sono invase da ombrelloni e famiglie con speaker bluetooth. Non c'è nulla di dimenticato. Per fortuna basta spostarsi di dieci minuti a piedi per ritrovare il silenzio.

Un consiglio che non trovate sulle guide: portatevi una borraccia termica e una scorta di acqua potabile. I rubinetti nei paesini dell'interno spesso erogano acqua salmastra, e l'unico negozio aperto dopo le 18 è a Itilo. E se volete vedere le torri senza turisti, sveglia all'alba: alle 8 a Vathia siete soli, alle 9 arrivano i pullman.

Consigliato per chi ama i paesaggi spigolosi, le passeggiate solitarie e il mare senza concessioni. Sconsigliato se odiate guidare su strade dissestate, se pretendete ristoranti aperti fino a tardi, o se il vostro ideale di vacanza è la spiaggia attrezzata con cocktail servito al lettino.

2 Commenti

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la
lauro_trek

Ci sono stato: bello ma scomodo, pochi posti dove mangiare e dormire.

el
ele73

Hai ragione, anche io ho faticato a trovare un ristorante decente in quella zona. Però i sentieri interni regalano scorci che non scorderò facilmente.