Kerala: backwaters e spezie, il fascino dell'India del Sud
Il Kerala è un'esperienza autentica e molto affascinante, anche se non è per tutti. Merita un viaggio, ma con qualche riserva.
PRO: i backwaters sono un capolavoro di pace. Passare un paio di giorni su una casa galleggiante tra canali e lagune è rigenerante, un silenzio rotto solo dal rumore dei remi. Le piantagioni di spezie sulle colline di Munnar sono un tuffo nei colori e nei profumi: cardamomo, pepe, vaniglia. Un giro guidato per i campi è molto interessante, e si comprano prodotti freschi a prezzi onesti.
CONTRO: il caldo umido è opprimente da giugno a settembre, periodo del monsone. L’afa può rovinare le escursioni e costringe a continue pause all’ombra. Gli spostamenti via strada sono lenti: le distanze non sono enormi, ma il traffico caotico e le strade dissestate fanno perdere ore.
Budget medio-alto: le guesthouse decenti partono da 40-50 euro a notte, una casa galleggiante per due notti costa oltre 200 euro. Si arriva volando su Kochi o Thiruvananthapuram, poi meglio noleggiare un’auto con autista per muoversi (circa 50 euro al giorno). I mezzi pubblici locali sono economici ma scomodi e difficili da decifrare. Per un giro completo servono almeno 7-10 giorni: troppi di meno significa correre.
La delusione più grossa? Le spiagge famose come Kovalam sono sovraffollate e piene di venditori insistenti. Meglio evitare e puntare su spiagge più tranquille come Varkala. Un consiglio che non trovi sulle guide: per i backwater, evita le imbarcazioni turistiche standard da 30 posti. Affittane una piccola, privata, con un paio di amici. Costa un po’ di più ma ti permette di entrare nei canali stretti dove non passano i battioni, e lì la magia è vera.
Consigliato per chi cerca relax in mezzo alla natura e vuole rallentare il ritmo. Sconsigliato se si ha poco tempo, se non si sopporta l’umidità o se si pretende un’organizzazione perfetta.