🗺️ Itinerario

Bhutan: felicità e monasteri, l'Himalaya più puro

be
benny75

Bhutan merita la fama di regno della felicità? Sì, ma con qualche riserva, e i monasteri sono il cuore di un viaggio che richiede una preparazione attenta e un budget non indifferente. Ho messo a punto un itinerario di sette giorni per l'estate (giugno), quando il clima è mite ma le piogge monsoniche iniziano a farsi sentire, soprattutto nel pomeriggio. Il consiglio è di volare su Paro da Kathmandu o Delhi, unico modo per entrare, e di affidarsi a un tour operator locale obbligatorio. Il visto e la Sustainable Development Fee (SDF) impongono una spedia minima di circa 250-300 dollari al giorno a persona, quindi il budget è alto: per una settimana si parte da 2.500 euro a testa, voli internazionali esclusi. Tempo necessario: almeno cinque giorni per vedere l'essenziale, sette per godersi i luoghi con calma.

Giorno 1 – Arrivo a Paro e trasferimento a Thimphu. L'aeroporto di Paro è spettacolare, con gli aerei che si infilano tra le valli. Subito dopo lo sbarco il rappresentante dell'agenzia vi accompagna nella capitale (un'ora e mezza di strada). A Thimphu si visita il Memorial Chorten e il Buddha Dordenma, la statua gigante che domina la valle. La sera, passeggiata nel mercato artigianale. Giorno 2 – Thimphu: monasteri e istituzioni. Imperdibile il Tashichho Dzong (sede del governo) e il monastero di Dechen Phodrang. Nel pomeriggio, il National Textile Museum dà un'idea della cultura tessile bhutanese. La delusione? Thimphu è caotica, con cantieri e auto vecchie, niente a che vedere con la cartolina himalayana. Giorno 3 – Trasferimento a Punakha (tre ore di curva). La strada passa sul passo Dochu La, con 108 chorten e splendide viste se il cielo è sgombro. A Punakha il dzong sul fiume è il più bello del paese: visitatelo al mattino presto per evitare la ressa. Pomeriggio dedicato alla camminata verso il tempio di Chimi Lhakhang, dedicato al "santo folle" Drukpa Kunley. Giorno 4 – Da Punakha a Paro via Thimphu. Si torna verso ovest per pernottare a Paro. La giornata è di trasferimento, ma si può fare una sosta a Simtokha Dzong lungo la strada. Giorno 5 – Il grande giorno: il Monastero di Taktshang (Tiger's Nest). Non fate l'errore di affrontarlo subito dopo l'arrivo; meglio dopo tre giorni di acclimatazione. La salita a piedi dura circa due ore, ma si può noleggiare un pony per metà percorso. Il consiglio specifico che non trovate sulle guide: portate con voi uno snack salato e una borraccia termica con tè al burro – i chioschi in cima vendono a prezzi gonfiati e la qualità è scarsa. La vista del monastero appeso alla roccia lascia senza fiato, ma preparatevi a code per entrare e a spazi interni molto piccoli. Giorno 6 – Escursione a Kyichu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, e visita al Paro Dzong. Nel pomeriggio si può andare al National Museum, allestito nella torre di avvistamento. È un buon modo per capire la storia del paese senza fretta. Giorno 7 – Ultimo giorno: partenza da Paro. Se il volo è pomeridiano, si può fare un'ultima passeggiata nel centro di Paro, con i suoi negozi di artigianato e il mercato del fine settimana. Il lato negativo più frustrante, oltre al costo, è l'obbligo di avere sempre una guida: ogni spostamento, anche per un caffè, va concordato. Non è flessibilità, ma una gabbia dorata. Eppure i monasteri, la luce pulita dell'Himalaya e la cordialità della gente rendono il viaggio unico.

5 Commenti

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gi
gioerena

Ma con quelle tariffe esose, la felicità è solo un privilegio per ricchi.

LU
luxtrip92

Caro gioerena, se per te la felicità è trovare un letto scomodo in un ostello, allora sì, forse è un privilegio. Per me pagare per un'esperienza autentica e senza compromessi è semplicemente la norma.

ag
ago_70

gioerena, la vedo diversamente: se credi che basti pagare per essere felice, forse stai cercando la felicità nel posto sbagliato. Ci sono stato e ho visto gente godersi tutto senza spendere un patrimonio, basta uscire dai percorsi gonfiati dai prezzi. Le tariffe esose le trovi solo se insegui le solite trappole da cartolina, ma chi sa guardare oltre trova esperienze autentiche a due soldi. Forse il problema non è il costo, ma che non sai dove cercare.

be
benny75

Cara gioerena, comprendo il tuo punto di vista, ma a Firenze ci sono tante esperienze autentiche che non richiedono budget faraonici. La felicità sta nei dettagli, non nel conto.

Ci sono stato: il costo è pesante, ma quei tramonti valgono ogni centesimo.