Bhutan: felicità e monasteri, l'Himalaya più puro
Bhutan merita la fama di regno della felicità? Sì, ma con qualche riserva, e i monasteri sono il cuore di un viaggio che richiede una preparazione attenta e un budget non indifferente. Ho messo a punto un itinerario di sette giorni per l'estate (giugno), quando il clima è mite ma le piogge monsoniche iniziano a farsi sentire, soprattutto nel pomeriggio. Il consiglio è di volare su Paro da Kathmandu o Delhi, unico modo per entrare, e di affidarsi a un tour operator locale obbligatorio. Il visto e la Sustainable Development Fee (SDF) impongono una spedia minima di circa 250-300 dollari al giorno a persona, quindi il budget è alto: per una settimana si parte da 2.500 euro a testa, voli internazionali esclusi. Tempo necessario: almeno cinque giorni per vedere l'essenziale, sette per godersi i luoghi con calma.
Giorno 1 – Arrivo a Paro e trasferimento a Thimphu. L'aeroporto di Paro è spettacolare, con gli aerei che si infilano tra le valli. Subito dopo lo sbarco il rappresentante dell'agenzia vi accompagna nella capitale (un'ora e mezza di strada). A Thimphu si visita il Memorial Chorten e il Buddha Dordenma, la statua gigante che domina la valle. La sera, passeggiata nel mercato artigianale. Giorno 2 – Thimphu: monasteri e istituzioni. Imperdibile il Tashichho Dzong (sede del governo) e il monastero di Dechen Phodrang. Nel pomeriggio, il National Textile Museum dà un'idea della cultura tessile bhutanese. La delusione? Thimphu è caotica, con cantieri e auto vecchie, niente a che vedere con la cartolina himalayana. Giorno 3 – Trasferimento a Punakha (tre ore di curva). La strada passa sul passo Dochu La, con 108 chorten e splendide viste se il cielo è sgombro. A Punakha il dzong sul fiume è il più bello del paese: visitatelo al mattino presto per evitare la ressa. Pomeriggio dedicato alla camminata verso il tempio di Chimi Lhakhang, dedicato al "santo folle" Drukpa Kunley. Giorno 4 – Da Punakha a Paro via Thimphu. Si torna verso ovest per pernottare a Paro. La giornata è di trasferimento, ma si può fare una sosta a Simtokha Dzong lungo la strada. Giorno 5 – Il grande giorno: il Monastero di Taktshang (Tiger's Nest). Non fate l'errore di affrontarlo subito dopo l'arrivo; meglio dopo tre giorni di acclimatazione. La salita a piedi dura circa due ore, ma si può noleggiare un pony per metà percorso. Il consiglio specifico che non trovate sulle guide: portate con voi uno snack salato e una borraccia termica con tè al burro – i chioschi in cima vendono a prezzi gonfiati e la qualità è scarsa. La vista del monastero appeso alla roccia lascia senza fiato, ma preparatevi a code per entrare e a spazi interni molto piccoli. Giorno 6 – Escursione a Kyichu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, e visita al Paro Dzong. Nel pomeriggio si può andare al National Museum, allestito nella torre di avvistamento. È un buon modo per capire la storia del paese senza fretta. Giorno 7 – Ultimo giorno: partenza da Paro. Se il volo è pomeridiano, si può fare un'ultima passeggiata nel centro di Paro, con i suoi negozi di artigianato e il mercato del fine settimana. Il lato negativo più frustrante, oltre al costo, è l'obbligo di avere sempre una guida: ogni spostamento, anche per un caffè, va concordato. Non è flessibilità, ma una gabbia dorata. Eppure i monasteri, la luce pulita dell'Himalaya e la cordialità della gente rendono il viaggio unico.