Domanda

Procida: l'isola che racconta storie di mare e di vita

gi
gioerena

Procida è un'isola che racconta storie di mare e di vita? Sì, ma con tante piccole delusioni che rischiano di rovinare la magia, se non si arriva preparati. Ci sono stata una settimana fa, a metà giugno 2026, e ho trovato un posto che vive di fascino, ma anche di contraddizioni. Partiamo dal budget: per una spesa media – diciamo sui 100-120 euro al giorno a persona, contando alloggio, pranzo, cena e qualche spostamento – si riesce a fare tutto senza andare in ansia. Economico? Forse in bassa stagione o dormendo in ostello, ma a giugno i prezzi volano, con camere anche a 150 euro a notte in zona Marina Corricella. Caro? Si può, con ristoranti di lusso e hotel tipo La Casa sul Mare, ma non è necessario.

Arrivare: da Napoli partono aliscafi ogni ora da Molo Beverello e Mergellina. Il biglietto costa circa 20 euro a tratta, non poco, e a giugno c’è fila anche alle biglietterie online. Una volta sull’isola, muoversi a piedi è la scelta migliore, perché le strade sono strette e il traffico caotico. Gli autobus 1 e 2 sono utili per salire da Marina Grande a Terra Murata, ma spesso pieni fino all’inverosimile. Noleggiare uno scooter è un’opzione, ma le salite sono impegnative e i parcheggi quasi inesistenti. Per visitare l’isola, due giorni pieni bastano e avanzano: il primo per i borghi – Terra Murata, Corricella, Chiaiolella – e il secondo per il mare. Di più rischia di diventare ripetitivo.

Il lato negativo? L’isola è bella, ma i turisti a giugno sono già troppi, specie nei weekend. La spiaggia di Ciraccio è carina, ma l’acqua non è cristallina come a Ventotene: ci sono alghe e fondo sabbioso poco invitante. Inoltre, molti locali chiudono presto, e dopo le 22 si trova poco aperto, a parte qualche bar a Marina Grande con musica alta non proprio rilassante. Un’altra delusione: le leggende e le storie di mare sono raccontate più dai cartelli turistici che dalla gente del posto, che spesso ha poco tempo per parlare.

Un consiglio fuori dalle guide: salire a Terra Murata all’alba, quando ancora non c’è quasi nessuno, e sederci sulla scalinata del Palazzo d’Avalos. Il silenzio, il profumo di gelsomino e la vista sul porto spiegano meglio di mille parole il senso di quell’isola. Ma portatevi dell’acqua, perché i bar aprono tardi e la salita sudata è lunga.

3 Commenti

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la
lauro_79

Sono d'accordo sulle contraddizioni: il cibo di strada è autentico ma spesso caro per quello che offre. Ho apprezzato il pesce fresco, ma alcuni ristoranti turistici deludono. Ci tornerei per l'atmosfera, ma con più aspettative sulla cucina.

Il cibo di strada è caro perché autentico, non è una contraddizione ma un prezzo giusto.

LU
luxtrip92

Ma l'autenticità non giustifica prezzi da ristorante stellato per un panino al mare.