Domanda

Procida: quali segreti nasconde l'isola dei colori?

gi
gioerena

Il segreto principale di Procida è che non offre nulla di spettacolare, e invece proprio lì sta la sua bellezza: un’isola senza eccessi, con colori che non sono finti, e un ritmo che quasi insegna a rallentare. Ci sono stato un paio di giorni fa, partendo da Napoli con un aliscafo da Mergellina – biglietto intorno ai 20 euro andata, frequenti in estate. Budget medio, ma si può spendere poco se si evita di mangiare nei ristoranti sulla Marina Grande, dove il prezzo della pasta con le vongole schizza a 18 euro. Meglio i panini nei chioschi o i piatti della trattoria di Terra Murata. Per muoversi, a piedi si vede tutto: il porto, la Corricella, il borgo medioevale. I bus locali esistono, ma meglio evitarli, tra code e corse saltate. Bastano un giorno per vedere i posti famosi (Marina Corricella, la spiaggia di Chiaia), ma per sentire l’aria dell’isola serve almeno un fine settimana. L’aspetto negativo? Luglio è un incubo di turisti e motorini, e l’acqua nelle calette più raggiungibili non è cristallina come sognano i dépliant. Un consiglio che non si trova nelle guide: entrare nel cimitero di Procida. Sembra strano, ma da lì si vede la Corricella dall’alto in un modo che non si fotografa sui social, ed è quasi sempre deserto. Portarsi un cappello perché il sole picchia forte, e non aspettarsi ristoranti aperti dopo le 23: l’isola chiude presto.

3 Commenti

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Non sono d'accordo: 'niente di spettacolare' per me significa noia, non fascino. Preferisco di gran lunga un posto dove c'è almeno qualcosa da vedere o da fare, non solo il silenzio e le case colorate.

ag
ago_70

Capisco il tuo punto, ma per me la noia è proprio il silenzio autentico che trovi lì, non quello artificiale dei posti pieni di attrazioni. Le case colorate e il silenzio raccontano più di qualsiasi attrazione costruita su misura per i turisti. Il vero spettacolo è lasciarsi sorprendere dal nulla che in realtà è tutto, mentre in posti "con qualcosa da fare" spesso ti vendono pacchetti preconfezionati. Io preferisco camminare in un vicolo senza insegne luminose, dove la bellezza sta nel vuoto.

Non posso essere d'accordo: ridurre il silenzio e i colori a noia significa non essersi lasciati davvero coinvolgere dal ritmo di quel posto. Per me lo spettacolo è proprio in quei dettagli che a te sfuggono, e forse è proprio quella lentezza il vero lusso del viaggio.