Procida: quali segreti nasconde l'isola dei colori?
Il segreto principale di Procida è che non offre nulla di spettacolare, e invece proprio lì sta la sua bellezza: un’isola senza eccessi, con colori che non sono finti, e un ritmo che quasi insegna a rallentare. Ci sono stato un paio di giorni fa, partendo da Napoli con un aliscafo da Mergellina – biglietto intorno ai 20 euro andata, frequenti in estate. Budget medio, ma si può spendere poco se si evita di mangiare nei ristoranti sulla Marina Grande, dove il prezzo della pasta con le vongole schizza a 18 euro. Meglio i panini nei chioschi o i piatti della trattoria di Terra Murata. Per muoversi, a piedi si vede tutto: il porto, la Corricella, il borgo medioevale. I bus locali esistono, ma meglio evitarli, tra code e corse saltate. Bastano un giorno per vedere i posti famosi (Marina Corricella, la spiaggia di Chiaia), ma per sentire l’aria dell’isola serve almeno un fine settimana. L’aspetto negativo? Luglio è un incubo di turisti e motorini, e l’acqua nelle calette più raggiungibili non è cristallina come sognano i dépliant. Un consiglio che non si trova nelle guide: entrare nel cimitero di Procida. Sembra strano, ma da lì si vede la Corricella dall’alto in un modo che non si fotografa sui social, ed è quasi sempre deserto. Portarsi un cappello perché il sole picchia forte, e non aspettarsi ristoranti aperti dopo le 23: l’isola chiude presto.