Corsica in camper: montagne e calanchi
Corsica in camper? Fattibile, ma bisogna avere i nervi saldi e un buon senso dell’umorismo. Montagne e calanchi sono il biglietto da visita, ma dietro le cartoline si nascondono un sacco di trabocchetti per chi arriva con un mezzo di sette metri.
Il budget è medio-alto. Il traghetto da Livorno o Savona in estate costa come un piccolo rene, e una volta sull’isola i campeggi con piazzole per camper non sono economici, soprattutto quelli vicino ai Calanches de Piana. Prevedo almeno 80-100 euro al giorno tra traghetto (ammortizzato), gasolio e sosta. I supermercati non sono cari, ma il pane fresco in certi paesi sì.
Per arrivare e muoversi: traghetto obbligatorio. Porto-Vecchio, Bastia o Ajaccio. Poi ci si infila in montagna con strade che in certi tratti sembrano piste di cinghiali. La D84 da Corte a Calacuccia è bellissima, ma con un camper lungo bisogna respirare e pregare che nessuno arrivi in senso opposto nelle gallerie. I passi sono stretti, i tornanti continui. Non è un tour per deboli di cuore.
Quanto tempo? Almeno una settimana, meglio dieci giorni. In meno si corre come polli senza testa. Montagne come la valle della Restonica e i calanchi di Piana meritano almeno un paio di giorni ciascuno. Poi c’è Bonifacio, ma lì il camper lo lasci fuori e ci vai a piedi, se no ti incastri nei vicoli.
Un aspetto negativo: l’acqua. In certi campeggi delle montagne, a giugno 2026, l’approvvigionamento idrico è un rebus. Rubinetto che gocciola, docce a gettone, e se arrivi tardi la cisterna del campeggio è già finita. Una delusione: i Calanches de Piana in piena stagione sono un formicaio. Turisti ovunque, file sulle strette strade panoramiche. Meglio andarci all’alba o al tramonto.
Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: non fidarti del navigatore per le strade secondarie. Una volta ho seguito l’indicazione per un “percorso panoramico” ed è finita in una stradina larga meno del mio parabrezza, senza possibilità di inversione. Scarica le mappe offline e chiedi ai locali prima di imboccare certe deviazioni. E porta sempre due taniche d’acqua di scorta, per ogni evenienza.