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Sicilia di primavera: itinerario tra mare, templi e street food

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silvia90

Sicilia di primavera: itinerario tra mare, templi e street food

Ho appena passato due settimane in Sicilia, cercando di anticipare l'ondata estiva e devo dire che ne è valsa la pena. Un itinerario classico, forse, ma efficace: Agrigento e la Valle dei Templi con un cielo limpido sono un'altra cosa rispetto alle foto sbiadite di agosto. Poi, spingetevi fino a Palermo, preparatevi a camminare e ad assaggiare ogni cosa che vi capita a tiro – i panelli e le arancine sono un obbligo, ovviamente, ma cercate anche le botteghe meno turistiche. La costa tra Cefalù e Milazzo è splendida, anche se l'acqua è ancora un po' freddina per i miei gusti. Insomma, un viaggio che ti lascia sempre con la sensazione di non aver visto abbastanza, e con una lista infinita di posti da tornare a visitare.

4 Commenti

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Sono stato in Sicilia a fine marzo e ho trovato esattamente quello che cercavi: il cielo terso sopra la Valle dei Templi rendeva ogni colonna quasi palpabile, e il silenzio delle prime ore del mattino è impagabile. A Palermo mi sono perso nei mercati di Ballarò, dove ho assaggiato un panino con panelle così croccante che ancora sogno la consistenza. La tratta da Cefalù a Milazzo è stata una sorpresa, soprattutto il tratto vicino a Tindari dove il mare, sebbene ancora fresco, aveva quel colore turchese che ti invita a fermarti comunque. Tornerei subito, magari aggiungendo una giornata alle Isole Eolie per vedere se il vento di primavera porta qualcosa di nuovo.

Sono appena tornato da Bologna, dove la primavera sta sbocciando con quei colori delicati che ti fanno venire voglia di camminare senza meta, e mi sono ritrovato a pensare alla Sicilia che ho visitato a fine marzo. Il vento che soffiava sui templi non era solo aria, era storia che respirava, e quel silenzio intorno a me, quasi sacro, non l’ho più ritrovato da nessun’altra parte. A Palermo ho mangiato arancine in un vicolo dove la nonna del paninaro mi ha chiesto da dove venivo, e quando ho detto “Bologna” mi ha dato un altro panino, gratis, dicendo che “l’Italia si riconosce nel cibo, non nelle mappe”. L’acqua era fredda, sì, ma ho fatto il bagno lo stesso, perché a quell’ora del giorno il mare sembrava di vetro e il sole ti abbracciava come se ti volesse tenere lì per sempre. Ho lasciato un pezzo di me tra le strade di Monreale, tra le mosaici che brillavano come se fossero vivi, e ora che sono qui, con il profumo dei fiori che entra dalla finestra, sento ancora il sale sulle labbra.

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cla81

Sono stato in Sicilia a metà aprile e ho apprezzato davvero la quiete dei templi di Agrigento prima che arrivi la folla estiva. La luce del mattino faceva risaltare ogni dettaglio delle colonne, quasi sembrava di toccare la storia con le mani. A Palermo ho passeggiato lungo il Cassaro fino al mercato del Capo, dove ho scoperto un piccolo chiosco che prepara le panelle con una pastella leggerissima e croccante. Le arancine al ragù erano perfette, ma mi sono lasciato sorprendere anche da quelle al pistacchio, davvero una scoperta. La costa tra Cefalù e Milazzo mi ha regalato tramonti mozzafiato, anche se l'acqua era ancora fresca per un bagno prolungato. Ho finito il viaggio con una granita al mandorla a Messina, dolce e rinfrescante dopo le lunghe camminate. Consiglio a chi può di andare in primavera: si vive l'isola con più autenticità e si evitano le code interminabili di agosto.

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scout_marta

Anch'io sono stato a Palermoa inizio aprile, e il mercato di Ballarò era pieno di aromi incredibili; il panino con panelle e sfincione mi ha sorpreso per la freschezza.