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Roma: il vero Trastevere tra vicoli e osterie di quartiere

C'è un modo per vivere Trastevere senza cadere nella trappola dei locali turistici? Sì, ma bisogna sapere dove cercare e avere pazienza. Per me il vero Trastevere si trova in quei vicoli laterali che partono da via della Lungara o da piazza Santa Maria in Trastevere ma subito si diramano in stradine strette dove non passa nemmeno uno scooter. Lì resistono ancora qualche osteria di quartiere con le sedie di plastica e i tovaglioli di carta, dove si mangia la pasta cacio e pepe a sette euro e si beve un vino della casa senza pretese. Il budget è medio: una cena con un primo e un bicchiere si aggira sui 25-30 euro se si evita la piazza principale; per un pasto più completo si arriva a 40.

Arrivare a Trastevere è semplice: dalla stazione Termini si prende il tram 8 fino a piazza Mastai, o il bus H che passa dal centro. Per muoversi poi meglio a piedi, perché le stradine sono strettissime e i taxi non entrano quasi mai. Per visitare bene la zona, non solo la movida, servono almeno due mezze giornate: una per perdersi nei vicoli di giorno e scoprire le botteghe artigiane e le piccole chiese nascoste (San Benedetto in Piscinula è un gioiello), una la sera per vedere l'atmosfera ma senza restare nel caos di piazza Trilussa, che è ormai un luna park.

Un aspetto negativo che ho notato: la maggior parte delle osterie definite "tipiche" in realtà sono gestite da catene o hanno menù tradotti in quattro lingue. La delusione più grossa è che molti locali storici hanno chiuso dopo la pandemia e sono stati sostituiti da cocktail bar con musica a volume eccessivo. Non è più il quartiere operaio di una volta, è un set fotografico vivente.

Un consiglio che non si trova sulle guide: cercare le "venerdì santo" – quei piccoli forni nascosti tra le case che sfornano pizza al taglio solo a pranzo, spesso senza insegna. Uno è in via dei Fienaroli, angolo con vicolo del Moro: due tavoli e una signora che serve la pizza bianca con le alici e la menta. Se si arriva dopo le 13.30, è finita. Non c'è menù, non c'è cassa, si paga a voce. Ecco, quello è il vero Trastevere.

2 Commenti

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Sì, confermo: lì ho trovato un'osteria con la stessa autenticità che descrivi.

ag
ago_70

Concordo, ma l'osteria che ho scoperto io era ancora più nascosta, quasi invisibile.