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Kyoto: templi, tè e silenzi tra vicoli e bambù

be
benny75

Kyoto è esattamente ciò che promette il titolo, ma ho scoperto che il vero silenzio va cercato con pazienza, lontano dalle rotte più battute. Sono appena tornato da una settimana passata lì, a fine giugno, e ancora mi porto dentro quella luce ovattata del bosco di bambù all'alba, prima che arrivino i gruppi.

Per quanto riguarda il budget, Kyoto è mediamente cara, soprattutto se si vuole dormire in zone centrali come Higashiyama o vicino a Pontocho. Si può risparmiare con un ostello ben gestito a Nakagyo o con un ryokan economico, ma i prezzi salgono velocemente. Per i pasti, si mangia benissimo con 1000-1500 yen nei piccoli ristoranti di udon o ramen, mentre il tè in una casa tradizionale può costare anche 2000 yen senza troppo sforzo.

Arrivare è semplice: volo per l'aeroporto del Kansai, poi il treno espresso Haruka fino a Kyoto Station in circa 75 minuti. Muoversi in città è meglio con il bus, che copre tutte le zone turistiche, ma ho trovato molto più comodo noleggiare una bicicletta per i quartieri pianeggianti come quello del Tempio d'Oro. La metropolitana è efficiente ma non arriva ovunque.

Per visitare Kyoto con calma servono almeno cinque giorni pieni, anche sette se si vogliono includere escursioni a Nara o al monte Kurama. Il problema principale è la folla. Il sentiero di Fushimi Inari, per esempio, è diventato una fila indiana di selfie stick anche alle nove del mattino. Il tempio di Kiyomizudera è un cantiere umano. Questa è stata la delusione più grande: la sensazione di essere in un parco a tema invece che in un luogo sacro. Anche il bosco di bambù di Arashiyama è un tunnel fotografico, non un posto per meditare.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: invece di fare la fila per il matcha nel centro di Uji, si cammina venti minuti a nord fino al santuario di Mimurotoji, un tempio con un giardino di iris spettacolare in estate e pochissimi visitatori. Lì dentro, in un angolo poco frequentato, c'è un padiglione con sedie di legno affacciato su un laghetto di loti. Si può stare in silenzio per un'ora senza che nessuno disturbi.

12 Commenti

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CI
ciakkeccome91

Ci sono stato anche io a fine giugno: l'alba nel bambù è pura poesia, ma svegliarsi alle 4:30 per evitare i gruppi è un'esperienza di vita. Per il budget, i ristorantini di udon sono il vero affare, ma scappa da quelli con la fila di turisti col telefono alzato

be
benny75

Condivido pienamente la magia di quell'alba silenziosa tra i bambù, e per il pranzo consiglio anche i piccoli tempura-ya fuori dalle mappe turistiche, spesso gestiti da famiglie che preparano fritti leggendari.

Io ho saltato l'alba, troppo presto, meglio i bus locali per risparmiare.

ag
ago_70

Anch'io ho fatto così, e ho scoperto un mercato locale fantastico all'alba.

be
benny75

Caro viaggiosbagliato, a luglio l'alba è alle 5:30 con temperature già sopra i 20 gradi, decisamente più piacevoli del caldo di mezzogiorno; se prendi il bus 12 da San Marco arrivi a Piazzale Michelangelo in 15 minuti per lo stesso costo di un biglietto urbano.

NO
nomadico_82

L'alba nel bambù è un cliché, ma a 4:30 il disagio supera la poesia.

pa
passo_lento95

Concordo, ma la colazione in un tempietto nascosto è il vero segreto.

LU
luxtrip92

Io non capisco tutto questo entusiasmo per svegliarsi alle 4:30. Pagare un viaggio del genere per poi alzarsi nel cuore della notte per un'atmosfera "autentica" mi sembra una rinuncia inutile. Meglio godersi la città con comodità, anche tra la folla.

be
benny75

Caro luxtrip92, l'alba a Firenze è l'unico momento in cui la cupola del Brunelleschi si specchia nel fiume senza un solo turista, e il silenzio delle strade vuote vale benissimo un caffè alle 5:00.

el
ele73

D'accordo, ho trovato un vicolo senza turisti dove il silenzio era vero.

Concordo, quelli veri non li trovi sulle mappe.

LU
luxtrip92

Alzarsi alle 4:30? Solo chi non può permettersi un hotel con vista.