Noto: barocco, cattedrale e dolci siciliani
Noto è barocco, cattedrale e dolci siciliani, ma per me è stato anche un concentrato di caldo umido, turisti e qualche delusione. Parto da Palermo in auto, tre ore buone di strada con l'autostrada A19 e poi la SS115, niente di complicato ma a luglio il traffico verso la costa si fa sentire. In treno ci metti di più e cambi a Siracusa, meglio il pullman da Catania se non si ha la macchina. A Noto muoversi è facile: il centro è tutto pedonale, si sta stretti nelle viuzze e sulla scalinata della Cattedrale. Bastano due giorni pieni per visitare bene, uno se si va di fretta ma si perde qualcosa. Il budget è medio: una cena decente la fai con 30 euro a testa, gli alloggi in estate costano cari, meglio prenotare con anticipo. Io ho speso 120 euro a notte per una camera doppia in un B&B non centralissimo. Cosa non perdere: la Cattedrale restaurata dopo il crollo, impressionante all'imbrunire, e il Palazzo Ducezio. Per i dolci, la pasticceria Mandolfiore fa cannoli con ricotta fresca che valgono la fila. Un aspetto negativo è la ressa: in pieno giorno le vie sono un formicaio, sembra di stare in un set Instagram tra selfie e gruppi organizzati. Per evitarlo, sveglia presto e gironzola alle sette del mattino. Un consiglio che non trovi sulle guide: cerca la gelateria di via Cavour, un po' fuori dal circuito turistico, dove fanno granite di mandorla con panna montata a mano e la servono con brioche calda. Costa la metà dei locali in piazza e il sapore è genuino. Ah, il barocco è ovunque, ma la delusione per me è stato il cosiddetto "teatro" di Noto: la scalinata della Cattedrale la sera è bella, ma vista dal basso sembra una scenografia, troppo perfetta. Forse perché ho visto tante foto ritoccate.