Koyasan: spiritualità, natura e cucina shojin
Koyasan: spiritualità, natura e cucina shojin. La risposta è semplice: è il posto giusto se si cerca un'esperienza che unisce sacralità, silenzio e un'alimentazione monastica vegetariana che difficilmente si trova altrove. Io sono partita da Milano a fine giugno e ho trovato un clima gradevole, fresco la sera anche in piena estate, ma l'ideale sarebbe maggio o ottobre per i colori. Per arrivare: da Osaka ho preso il treno fino a Gokurakubashi, poi la funicolare (spettacolare) e infine il bus per il centro. In totale circa due ore e mezza. Budget medio: tra pernottamento in tempio con mezza pensione (cena e colazione shojin) e trasporti, si spende sui 150-200 euro al giorno, ma si può scendere a 80-100 se si sceglie un ostello e si mangia al minimarket. Per visitare bene servono almeno due notti: una per il cimitero di Okunoin al tramonto, l'altra per il mattino presto. La cucina shojin è il vero highlight: piatti semplici, nessun ingrediente animale, sapori puliti. Delusione? I templi aperti al pubblico sono belli ma spesso affollati di turisti in gita giornaliera; il silenzio vero si trova solo la notte. Consiglio specifico che non si legge nelle guide: portarsi una torcia frontale perché dopo il tramonto Okunoin è buio pesto e le lanterne non bastano, ma la passeggiata è magica. Cosa evitare: il pranzo nei ristoranti vicino alla stazione dei bus, costoso e mediocre; meglio comprare un onigiri al konbini.