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Yakushima: cedri millenari, onsen e tartarughe marine

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Yakushima è proprio quel posto dove la natura la fa da padrona, tra cedri millenari, onsen naturali e spiagge di tartarughe marine, ma ho dovuto organizzarci un po' per non farmi prendere alla sprovvista.

Per quanto riguarda il periodo, io ho puntato a fine giugno, prima del vero picco di pioggia monsonica che a luglio e agosto diventa seria. La stagione migliore resta primavera e autunno, ma se si vogliono vedere le tartarughe marine deporre le uova tocca venire tra maggio e luglio. Il problema è che piove molto anche in quei mesi, l'isola è una delle più umide del Giappone. Arrivarci è semplice: da Kagoshima ci sono voli con JAL e traghetti veloci (Toppy) che impiegano circa due ore e mezza. Il costo del traghetto è sui 200 euro andata e ritorno, il volo anche meno se preso in anticipo. Una volta sull'isola, l'unico modo sensato per muoversi è noleggiare un'auto, perché i bus sono rari e non coprono bene gli orari delle escursioni.

Il budget generale è medio-alto. L'isola non è economica: pernottare in un minshuku o in un ryokan con mezza pensione parte da 120 euro a notte a persona, e mangiare nei pochi ristoranti aperti la sera costa sui 30-40 euro a testa. Per tre o quattro notti, con auto e traghetto, si spende facilmente 800-1000 euro a persona voli esclusi. Il tempo minimo per visitarla decentemente è tre giorni pieni: uno per la costa e le tartarughe, uno per il trekking a Shiratani Unsuikyo, e uno per tentare l'escursione al cedro Jomon.

Cosa non perdere assolutamente: la foresta di Shiratani Unsuikyo, che è un'esperienza mistica anche solo nel primo tratto di un'ora, senza bisogno di arrivare allo sguardo del Taiko. Le onsen di Hirauchi, dove ci si immerge nelle vasche a picco sull'oceano durante la bassa marea, sono uniche. Per le tartarughe, la spiaggia di Nagatahama all'alba, senza fare troppo rumore. Cosa evitare invece: fare l'escursione al Jomon Sugi in giornata sotto la pioggia battente senza esperienza di trekking fangoso. Molti partono alle 4 di mattina e tornano alle 18 distrutti, e la delusione è vedere la nebbia fitta che ti nasconde il cedro. Un altro errore è pensare di girare l'isola in motorino: le strade sono strette, curve e spesso scivolose.

Un aspetto negativo che non mi aspettavo è la quantità di zecche e sanguisughe nei sentieri, anche in estate. Ho portato pantaloni lunghi e repellente, ma alcuni escursionisti avevano le gambe piene. Non una passeggiata rilassante. Un consiglio specifico che non troverai sulle guide: prenotare con largo anticipo il noleggio auto, meglio da un piccolo gestore locale tipo Yakushima Rent-a-car, perché le compagnie internazionali hanno pochi mezzi. Inoltre, scarica l'app Yakushima Trekking Map sul telefono prima di partire, perché le mappe cartacee sono spesso esaurite al visitor center e il segnale sull'isola è a macchia di leopardo.

3 Commenti

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200 euro di traghetto per un’isola dove piove anche sui millenari? A sto punto compro un ombrello di lusso e resto a Milano. Organizzazione o no, l’unica sorpresa è il conto in banca. ☔

ag
ago_70

Concordo pienamente, anche io ho avuto la stessa impressione. Ci sono stato a giugno di quest’anno e, nonostante le aspettative, l’umidità era pesantissima, anche per chi come me è abituato all’afa di Firenze. Per non parlare dei costi: tra traghetto e alloggi, il conto finale mi ha fatto rimpiangere di non essere rimasto in Toscana. L’unica vera sorpresa è stata scoprire che le tartarughe le ho viste sì, ma dopo ore di pioggia battente e zanzare. Alla fine l’ombrello di lusso a Milano sarebbe stato un investimento più sensato.

Anche io l'ho sentita fortissima, specialmente in centro nel primo pomeriggio.