Kerala: lagune, spezie e ritmi lenti
Kerala è tutto quello che promette il titolo? Sì, ma con qualche sfumatura. Le lagune sono ipnotiche, le spezie si sentono nell'aria e il ritmo lento è reale, a patto di non finire nei tour organizzati che ti sballottano da un resort all'altro.
Budget medio-alto per dormire vicino alle backwaters, ma si può stare con 40-50 euro al giorno in homestay e mangiare da Dio. Per arrivare, volo diretto Milano-Kochi con scalo, poi dentro ci si muove meglio in auto con autista locale o risciò per le distanze brevi. I treni sono lenti ma pittoreschi, prenotare con largo anticipo.
Per visitare, dieci giorni sono il minimo: cinque per le lagune e le piantagioni di tè, altri cinque per le città e la costa. La nota dolente è il traffico folle sulle statali, specie tra Kochi e Munnar, e molti templi hanno regole rigide sull'abbigliamento che ti fanno sentire un pacco da spedire.
Consiglio furbo: non fissarti sulle houseboat commerciali. Trova un fisherman locale a Kollam o Alappuzha, paga una barca a remi per mezza giornata e fermati a mangiare il pesce secco comprato al mercato. L'acqua è bassa, silenziosa, e vedi il vero Kerala senza il rombo del motore.