Cefalù: mare, duomo e sapori siciliani
Cefalù è un mix perfetto di mare, duomo bizantino e quella cucina siciliana che non delude mai, ma non è un posto da prendere sotto gamba. Ci sono stato a fine maggio, evitando luglio e agosto che sono il peggio per la folla. Il clima era caldo ma sopportabile, l'acqua già buona per nuotare. Per arrivare da Milano ho preso il treno fino a Palermo Centrale e poi cambio regionale per Cefalù: circa un'ora e mezza, vista mare e niente stress. In auto ci si mette molto di più e col traffico estivo diventa un supplizio. Una volta lì il centro si gira tutto a piedi, anche la salita alla Rocca se si è in forma.
Il budget si aggira su una media di 150-200 euro a testa per due notti, incluso un hotel discreto in centro, pranzi e cena fuori. Si può risparmiare con un b&b più fuori e panini al volo, ma i ristoranti di pesce freschissimo costano il giusto. Io ho speso circa 180 euro per tre giorni, mangiando una volta al ristorante e le altre da rosticceria e friggitoria. Per visitare bene la città bastano due giorni: il primo per duomo, centro e passeggiata sul lungomare, il secondo per il mare e la salita alla Rocca. Se uno vuole anche fare escursioni nei dintorni, tre giorni sono l'ideale.
Il duomo è il vero gioiello, con i mosaici dorati che ricordano quelli di Monreale. La spiaggia di sabbia è comoda ma in alta stagione sembra una spiaggia libera di Riccione, non proprio un angolo di paradiso. Quello che molti non dicono è che a luglio i ristoranti più famosi sul lungomare diventano trappole per turisti: la pasta con le sarde costa quasi il doppio rispetto a una trattoria di Palermo, e il servizio è frettoloso. Meglio cercare le stradine laterali, dove i locali sono più genuini.
Una delusione concreta è stata la Rocca: la vista è spettacolare, ma la salita è ripida e senza ombra, e a giugno ho sudato come un camallo. Portare almeno due litri d'acqua e scarpe da trekking. Un consiglio che non si trova sulle guide: andare al duomo alle sette del mattino, prima che aprano i cancelli dei tour. La luce bassa filtra dalle finestre e i mosaici sembrano ancora più vivi. Non c'è nessuno, solo il silenzio e un odore di incenso. È il momento in cui Cefalù si mostra per quello che è, senza maschere turistiche.