Phong Nha: il cuore selvaggio del Vietnam
Phong Nha è il cuore selvaggio del Vietnam, ma solo se si è disposti a ignorare le guide che spingono tutti verso le stesse grotte illuminate e ad andare a cercare i sentieri dimenticati. Sto pianificando un itinerario per agosto e già so che il vero problema è separare il marketing dalla realtà. Il budget è medio, non economico come si legge in giro. Una notte in un bungalow decente costa sui 15 euro, ma i tour per le grotte principali partono da 40 euro a persona. Se si vuole fare il trekking due giorni a Hang En, si arriva a 150 euro. Per arrivare, il modo più semplice è il bus da Hanoi o Hoi An fino a Đồng Hới, poi un bus locale per il villaggio. Noleggiare una moto è la scelta migliore per muoversi, si trovano a 5 euro al giorno. I taxi sono rari e costano cari.
Il tempo minimo? Tre giorni per le solite Paradise e Phong Nha cave, ma almeno una settimana per scoprire le grotte secondarie tipo Dark Cave o Hang Va. L'aspetto negativo è che Paradise Cave è un parco giochi con passerelle e luci, niente a che vedere con l'esplorazione. La vera delusione è che molti tour vendono l'idea di avventura ma poi ti portano in posti affollatissimi.
Il consiglio che non si trova sulle guide è di portarsi un set di luci frontali extra e pile di ricambio. La maggior parte delle grotte minori non ha illuminazione e le batterie si scaricano velocemente con l'umidità. Inoltre, non fidarsi dei cartelli turistici che indicano sentieri facili, spesso portano a proprietà private dove chiedono soldi per passare. Meglio chiedere ai contadini locali, parlano pochi inglesi ma indicano scorciatoie che neanche le mappe ufficiali hanno. Infine, evitare di acquistare i biglietti combinati al chiosco centrale, costano di più che prenderli separatamente alle singole grotte.