Sardegna: nuraghi e calette di granito
Sardegna non è solo mare cristallino: i nuraghi e le calette di granito raccontano un’isola diversa, fatta di storia e paesaggi aspri. Ho passato due estati a esplorarla e posso dire che il periodo migliore è maggio-giugno o settembre-ottobre, quando le temperature sono più miti e i prezzi scendono. Luglio e agosto sono cari e affollatissimi, ma se si vuole il mare caldo si paga il conto.
Per arrivare si può volare su Cagliari, Olbia o Alghero con voli low cost, oppure prendere un traghetto da Genova, Livorno o Napoli. Una volta lì serve l’auto a noleggio – i mezzi pubblici collegano i centri principali, ma per raggiungere le calette più remote e i nuraghi sparsi nelle campagne è indispensabile. Il budget medio per una settimana, viaggio escluso, si aggira sui 1000-1500 euro a persona se si mangia fuori e si dorme in hotel, ma si può scendere a 600-800 con campeggio e cucina in appartamento.
Cosa non perdere: la zona di Barumini con Su Nuraxi, patrimonio Unesco, e le calette del Golfo di Orosei come Cala Luna o Cala Goloritzé, raggiungibili solo via mare o dopo una camminata. I nuraghi di Santu Antine e Losa meritano una deviazione, così come le scogliere di granito della Costa Smeralda, anche se a mio parere sono sopravvalutate: il vero spettacolo lo danno le spiagge selvagge del Sulcis.
Un aspetto negativo è la gestione dei flussi: in agosto molte calette sono chiuse per sovraffollamento o hanno accesso limitato con prenotazione obbligatoria, e spesso non si trova posto all’ultimo minuto. Inoltre i ristoranti vicino alle spiagge più famose applicano prezzi da capogiro per piatti mediocri.
Consiglio specifico che non si legge sulle guide: per visitare il nuraghe di Palmavera, vicino Alghero, andare all’ora di pranzo quando i gruppi organizzati sono in pausa – si resta quasi soli tra le pietre. Per le calette di granito, portare sempre scarpette da scoglio perché l’accesso è spesso su rocce taglienti. Il tempo minimo per un giro decente è una settimana, ma se si vogliono nuraghi e calette senza correre, dieci giorni sono il minimo sindacale.