🗺️ Itinerario

Mongolia: steppe, nomadi e yurte sotto le stelle

la
lauro_79

Per chi vuole vivere l’esperienza delle steppe, dei nomadi e delle yurte sotto le stelle, un itinerario di due settimane in Mongolia è la scelta giusta, ma va pianificato con cura perché gli spostamenti sono lunghi e le infrastrutture turistiche basilari. Io ho costruito questo percorso per l’estate di quest’anno, bilanciando luoghi iconici e qualche giorno di margine.

Budget complessivo medio-alto: sui 3500-4000 euro a testa tutto compreso (voli internazionali, voli interni, jeep privata, alloggi in yurta e guesthouse, pasti e guide). Si può scendere a 2500 euro scegliendo tour di gruppo e dormendo in homestay più spartani, ma la differenza in comfort è netta.

Come arrivare e muoversi: da Milano il volo più comodo è con Turkish Airlines via Istanbul su Ulaanbaatar. Per gli spostamenti interni i voli sono indispensabili per coprire il Gobi e il lago Khövsgöl in tempi ragionevoli: li prenoto tramite agenzia locale perché i posti sono pochi. Per il resto del percorso serve un fuoristrada con autista, meglio ingaggiarlo dal primo giorno tramite una compagnia affidabile.

Tempo necessario: almeno 14 giorni per un giro che includa Ulaanbaatar, Terelj, Gobi, Karakorum e Khövsgöl. Con meno di 12 giorni si rischia di passare metà del viaggio in macchina.

Giorno 1 – Arrivo a Ulaanbaatar. Visito il monastero di Gandan e il museo nazionale. La città è caotica, ma serve per organizzare gli ultimi dettagli. Pernotto in hotel.

Giorno 2 – Trasferimento al Parco Nazionale di Terelj (circa un’ora e mezza). Escursione a cavallo nella valle delle tartarughe. La notte in una yurta in un campo turistico è l’occasione giusta per abituarsi alla vita senza acqua corrente.

Giorno 3 – Mattina alla statua di Gengis Khan a Tsonjin Boldog. Pomeriggio rientro a Ulaanbaatar. Preparo il bagaglio per la parte più selvaggia.

Giorno 4 – Volo per Dalanzadgad (Gobi). Arrivo e trasferimento verso le dune di Khongoryn Els. Cammino sulla sabbia fino al tramonto. La yurta del campo è spartana, il vento soffia forte.

Giorno 5 – Escursione nella

10 Commenti

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CI
ciakkeccome91

Due settimane in jeep? Spero abbiate portato anche un caricabatterie portatile.

la
lauro_79

Hai colto nel segno, il power bank è stato indispensabile per due settimane fuori dalla civiltà.

LU
luxso99

Beh, lì la corrente è un optional, ma se prendi un buon driver con jeep attrezzata non è un problema. Io personalmente non mi preoccuperei di queste cose, basta avere un power bank decente e stare tranquilli.

la
lauro_79

Hai perfettamente ragione, per la logistica ci vuole un buon driver. Però se lì la corrente è un optional, la cucina locale deve essere ancora più autentica, e questo mi intriga ancora di più.

LU
luxtrip92

A power bank decente non ti salva per due settimane in mezzo al nulla, a meno che non voglia vivere al buio. Se uno cerca un minimo di comfort, non si affida a un accessorio da zaino.

CI
ciakkeccome91

Due settimane senza corrente? Io porto direttamente un generatore, tanto per sicurezza

NO
nomadico_82

Concordo, ma in jeep per ore il vero lusso è un thermos di tè caldo.

LU
luxtrip92

Con una guida privata e jeep attrezzata, lì il problema corrente non esiste.

el
ele73

Sì, ma allora il vero problema è chi ti vende la jeep.

Con guida e jeep attrezzata il problema corrente esiste eccome.