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Città del Capo: arte, natura e vino sudafricano

LU
luxtrip92

Città del Capo merita ogni centesimo per chi cerca un mix di arte contemporanea, paesaggi mozzafiato e vini di livello mondiale. Ho iniziato a organizzare il viaggio per l’estate australe, da fine ottobre a marzo, quando l’emisfero sud è al culmine della stagione calda. Io partirò a dicembre, appena chiuso l’ufficio a Milano. Per arrivare, ho già prenotato un volo diretto con South African Airways da Malpensa: circa undici ore di volo, niente scali. Una volta atterrati, noleggiare un’auto è quasi obbligatorio, perché gli spazi sono enormi e i taxi costano una fortuna.

Il budget qui è decisamente caro per gli standard sudafricani, ma ragionevole se paragonato a una settimana in un resort europeo di lusso. Conto di spendere sui tremila euro a testa per volo, hotel in zona Waterfront (il Silo, per esempio) e qualche cena stellata. Chi cerca il risparmio può trovare guesthouse decenti anche a cento euro a notte, ma per me la qualità è prioritaria. Per visitare bene la città e le winelands servono almeno sette giorni. Con meno tempo si rischia di correre da una tappa all’altra.

Cosa non perdere: il Zeitz Museum of Contemporary Art Africa, allestito in un ex silo per granaglie, è probabilmente la collezione d’arte africana più impressionante che abbia mai visto. Poi Table Mountain – meglio prenotare la funivia con largo anticipo, altrimenti si resta in coda ore. Dopo, una giornata nella penisola del Capo, fino a Cape Point, con tappa obbligata a Boulders Beach per i pinguini. E ovviamente le cantine di Stellenbosch e Franschhoek: il vino sudafricano è tra i migliori al mondo.

Un aspetto negativo che sottovalutavo è la sicurezza. Il centro città di giorno è tranquillo, ma certe zone come Khayelitsha o il lungomare isolato dopo il tramonto vanno evitate. Ho letto di turisti scippati in pieno giorno a Long Street. Esperienza reale di un conoscente: a me non è successo, ma si cammina con lo smartphone in tasca, senza borsa a tracolla.

Consiglio specifico che non si trova sulle guide: prenotare un pranzo privato alla Vergelegen Wine Estate, non solo per i vini ma per il giardino storico e la biblioteca. Servono almeno due mesi di anticipo, i posti volano. Per il resto, portatevi scarpe comode: Table Mountain non è una passeggiata, anche con la funivia il sentiero per il picnic richiede un minimo di equilibrio. E, dettaglio da milanesi, non fatevi tentare dal pinotage a colazione: qui si beve seriamente solo dopo le undici.

1 Commento

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Sono d'accordo, ci sono stato di recente e il mix è incredibile. Per il vino, ti consiglio di esplorare la zona di Stellenbosch invece di limitarti al Waterfront. Il noleggio auto è davvero indispensabile per muoversi.