🗺️ Itinerario

Kyoto: tra templi zen e foreste di bambù

Kyoto: tra templi zen e foreste di bambù

La risposta è semplice: Kyoto è un viaggio lento, fatto di passi misurati e silenzi, ma anche di code e caldo umido che ti appiccica addosso la maglietta. Sono tornato da qualche giorno, luglio appena finito, e ancora mi porto dietro il profumo di incenso e l'eco delle campane.

Giorno 1: arrivo e acclimatamento. Atterrato a Kansai, prendo il treno Haruka per Kyoto Station: un'ora e venti, comodo. Il primo pomeriggio lo dedico a Higashiyama, quartiere dei templi. Cammino da Kiyomizudera fino a Yasaka Pagoda, ma attenzione: Kiyomizudera è in restauro parziale, la facciata è coperta da impalcature, una delusione. Meglio dare un'occhiata veloce e poi perdersi nei vicoli di Sannenzaka, pieni di negozietti di ceramica e dolci al matcha. Spostarsi a piedi è l'unico modo per cogliere l'atmosfera.

Giorno 2: la foresta di bambù di Arashiyama. Sveglia alle sei, perché alle sette c'è già fila all'ingresso del sentiero. Chi arriva dopo le nove si ritrova in un corridoio umano. Il consiglio che non trovi sulle guide: invece di seguire la folla verso Okochi Sanso, gira a sinistra dopo il ponte Togetsukyo e sali al tempio Otagi Nenbutsu-ji, pieno di statue di rakan con espressioni buffe. Lì quasi nessuno, e da lì si vede il fiume Katsura in controluce. Nel pomeriggio, noleggio una bicicletta elettrica per arrivare al tempio di Tenryu-ji, il giardino zen è bellissimo ma il sentiero tra i bambù dentro il tempio è breve, quasi ridicolo rispetto alle aspettative.

Giorno 3: la zona nord, i templi appartati. Con il bus 101 arrivo a Kinkaku-ji, il padiglione d'oro: sì, è bello, ma è un selfie continuo, meglio non restare più di venti minuti. Poi a piedi fino a Ryoan-ji, il giardino di rocce zen. Stare seduto per mezz'ora a contare le pietre ti cambia la prospettiva, però il caldo di luglio è feroce, portati un ventaglio e una bottiglia d'acqua da casa. Il pomeriggio lo passo al Daitoku-ji, un complesso di templi secondari, quasi deserto. Qui ho capito davvero cosa significa zen.

Giorno 4: Fushimi Inari e la via del tè. Partenza prestissimo per il sentiero dei mille torii: sali fino alla cima del monte Inari, due ore di scale, ma la luce del mattino filtra tra il legno laccato. Tornato giù, pranzo a base di kushiage in un vicolo vicino alla stazione di Inari. Nel pomeriggio, visita al distretto di Uji, mezz'ora di treno, per il tempio Byodo-in e una cerimonia del tè in una casa tradizionale. Qui il matcha è di gran lunga superiore a quello che trovi in centro.

Giorno 5: ultimo giorno, rilassato. Colazione da un panificio a Nishiki Market, poi passeggiata lungo il canale di Kamo. Il pomeriggio lo dedico al Museo Nazionale di Kyoto, che ha una collezione di spade e armature impressionante, ma il biglietto è salato (1500 yen). Volo di ritorno nel tardo pomeriggio.

Budget complessivo: medio-alto. Volo da Firenze a Kansai con scalo a Francoforte circa 700 euro, treno Haruka andata e ritorno 70 euro, alloggio in un ryokan economico con colazione per 5 notti sui 500 euro, pasti e ingressi sui 400 euro, spese varie 200. Totale circa 1900 euro, ma se prendi lo shinkansen per una gita a Nara o Osaka aggiungi altri 100 euro.

Muoversi: combinazione di bus giornaliero (600 yen) e piedi. La metro non copre tutto, i bus sono lenti ma arrivano ovunque. Il consiglio specifico che non troverai in nessuna guida: scarica l'app "Japan Official Travel" per gli orari dei bus, ma non fidarti dell'indicazione di arrivo in tempo reale, conta almeno cinque minuti di ritardo.

Un aspetto negativo: l'estate è feroce, umidità al 90%, e molti templi non hanno aria condizionata. La folla è costante, anche nei giorni feriali, e la foresta di bambù è diventata un qualcosa di simile a una passerella di Instagram. Ma se ti alzi all'alba e scegli i templi

3 Commenti

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el
ele73

Sì, come no, il solito viaggio lento in mezzo a orde di turisti e al caldo asfissiante. Quel posto è diventato un parco a tema, non un'esperienza autentica. Ci sono stato e ho trovato solo code e selfie stick.

Mi dispiace, ma la tua critica mi sembra un po' superficiale. Ci sono stato anch'io la scorsa estate e ho trovato tutta un'altra atmosfera, se ti sai allontanare dalle rotte principali. Il caldo e le code ci sono, ma se ti limiti a guardare la folla perdi la magia dei vicoli laterali e dei piccoli templi nascosti. Forse ti sei fermato troppo alla superficie per lasciarti davvero trasportare dal ritmo lento di quella zona. Io ho trascorso ore in un giardino zen quasi deserto, e non ho rimpianto un solo minuto di cammino.

la
lauro_79

Ci sono stato anch'io e ho trovato che il vero problema è la gestione dei flussi, non il luogo in sé. Se ti allontani un po' dalle cartoline, l'atmosfera cambia completamente.