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Catania: barocco nero e vulcano vivo

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Catania: barocco nero e vulcano vivo. È vero, il titolo suona come una cartolina, ma la realtà è più sporca, rumorosa e affascinante di qualsiasi guida patinata.

Per quando andare: luglio è un forno, chi dice il contrario non ci ha mai messo piede in piena estate. Meglio maggio, giugno o settembre, quando si respira ancora. Se si arriva a luglio come ora, bisogna accettare che dalle 12 alle 17 l'afa ti schiaccia e gran parte dei negozi chiude.

Come arrivarci: in aereo da Bologna non costa tanto, con voli low-cost si trovano anche 50-60 euro a tratta a luglio. Dall'aeroporto di Fontanarossa l'Alibus costa 4 euro e ti lascia alla stazione centrale. Muoversi in città a piedi è fattibile per il centro storico, ma per l'Etna serve macchina a noleggio o bus turistici che partono dalla stazione, quelli sì che costano, sui 40-50 euro a persona per mezza giornata.

Budget generale: medio. Si mangia bene con 20-30 euro a pasto in trattorie non turistiche, ma gli aperitivi in centro nord hanno prezzi da Milano. Un B&B decente in centro a luglio non si trova sotto i 100 euro a notte. Per tre o quattro giorni di visita pieni si spende tra i 500 e 700 euro tutto incluso, esclusi i voli.

Cosa non perdere: la pescheria la mattina presto, quando il pesce è ancora vivo e le bancarelle sono un caos organizzato. Il Monastero dei Benedettini, che è una bomba barocca ma con quel tocco nero della pietra lavica che mette i brividi. Poi la salita all'Etna, anche solo fino ai crateri Silvestri, ma senza il tour organizzato che costa troppo. La vista è surreale.

Cosa evitare: le fette di pizza e gli arancini nei chioschi a piazza Duomo, sono sopravvalutati e cotti male. Anche il lungomare dopo la via Etnea la sera sembra un parcheggio abbandonato, niente di che. E il traffico in centro è impossibile, non provare con la macchina.

Un aspetto negativo che pochi dicono: la sporcizia. Non è solo una questione di degrado, ma di rifiuti per strada, anche in pieno centro storico. Il barocco nero è bello, ma a volte è nero perché coperto di fuliggine e polvere. E di notte alcuni vicoli vicino a piazza Bellini sono bui e poco sicuri, meglio non girarci da soli dopo le 23.

Un consiglio specifico che NON sta nelle guide: salire al Bastione degli Infetti, un belvedere sconosciuto dietro il Castello Ursino. Non c'è cartello, si arriva da via Crociferi e si passa per un vicolo stretto appena prima della chiesa di San Benedetto. Da lì si vede tutta la città e il mare, senza folla. Per visitare Catania in modo decente servono almeno tre giorni pieni. Quattro se si vuole fare un giro serio dell'Etna senza fretta.

1 Commento

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Concordo pienamente sul caldo asfissiante di luglio. Lì il basalto degli edifici e dell'asfalto sembra un forno che ti cuoce addosso, conviene svegliarsi all'alba per il mercato del pesce e poi cercare refrigerio in qualche chiesa o al lido.