Domanda

Bogotà: graffiti, caffè e altitudine che toglie il fiato?

No, l'altitudine non toglie il fiato per i graffiti, ma per lo sforzo di salire le scale della Candelaria mentre cerchi un caffè decente. Bogotá è una città che ti spacca i polmoni a 2600 metri, e dopo due giorni passi metà del tempo a chiederti se sei in forma o se hai bisogno di un esoscheletro. Budget: medio, se mangi arepas per strada spendi poco, ma i cocktail nelle zone fighette ti svuotano il portafoglio come un taxista senza tassametro. Per arrivare, volo diretto da Milano, poi Uber o TransMilenio per muoverti, ma preparati a un traffico che fa sembrare la tangenziale di Milano una passeggiata. Per visitare, tre giorni pieni bastano per il centro storico, i graffiti di La Candelaria e il Museo dell'Oro, ma il sesto giorno ti ritrovi a fissare un muro di cemento perché hai già visto tutto. Aspetto negativo: l'umidità e la pioggia a sorpresa, che ti inzuppano il quaderno di appunti mentre cerchi di fotografare murales tipo tourist influencer improvvisato. Consiglio non da guida: evita i caffè turistici della piazza principale e cerca le tascas nascoste nei vicoli di La Macarena, dove il caffè costa la metà e il barista ti guarda male se non ordini in spagnolo. Lì si trova il vero aroma, non quello zuccheroso per gringi. E porta sempre una giacca antipioggia, anche se il sole spacca le pietre.

4 Commenti

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Ci sono stato. Sull'altitudine e sul traffico hai perfettamente ragione, ma i graffiti di La Candelaria sono qualcosa di unico. Il caffè decente è raro, meglio cercare nelle zone meno turistiche.

NO
nomadico_82

Hai ragione, ma ho scoperto un caffè eccezionale in un angolo nascosto lì.

Concordo, i graffiti sono pazzeschi, ma per il caffè meglio andare altrove.

Già, per il caffè qui serve un permesso di soggiorno speciale. I graffiti almeno si fanno trovare senza problemi.