Baku: fuoco, architettura e contrasti sul Caspio
Baku: fuoco, architettura e contrasti sul Caspio – ne vale la pena? Sì, ma con qualche avvertenza, soprattutto se come me viaggi zaino in spalla e detesti i pacchetti organizzati.
Budget: medio-basso se stai attento. Un ostello decente nel centro lo trovi con 15-20 euro a notte, i pasti fuori costano poco se eviti i ristoranti turistici della Fontana Square. La metropolitana è economica, 0,20 euro a corsa, e copre le zone principali. Per arrivare: volo da Bari con scalo a Istanbul o Roma, ho pagato 180 euro andata e ritorno a luglio. Il visto online si fa in due giorni, costa circa 25 euro.
Tre giorni pieni bastano per vedere il centro: la città vecchia (Icheri Sheher), le fiamme di pietra della Torre della Fanciulla, il lungomare del Caspio e la futuristica Heydar Aliyev Center. Per muoversi dentro Baku meglio il bus o la metro, ma attenzione che la metro chiude presto, alle 23. Un giorno in più lo dedicherei al tempio del fuoco di Ateshgah e a Yanar Dag, la montagna che brucia da sola.
Aspetto negativo: il caldo umido a luglio è pesante, 35 gradi con l’afa del Caspio, e l’aria è inquinata per il traffico. In più il contrasto sociale è forte – grattacieli di vetro accanto a quartieri decrepiti, e molti locali ti guardano come un portafoglio ambulante nei posti più turistici.
Consiglio che non trovi nelle guide: vai al mercato coperto di Taza Bazar la mattina presto, non per comprare souvenir ma per vedere la frutta secca e i tè locali. Lì prendi un samovar di tè nero con marmellata di mele cotogne, paghi due lire e parli con i venditori che non ti fregano. E non affittare l’auto, il traffico è un delirio e i parcheggi inesistenti. Il bus 184 dall’aeroporto ti porta in centro per 1 euro, meglio del taxi.