Cefalù a settembre: mare e borgo, autentico?
Autentico? Sì, ma con qualche riserva. Cefalù a settembre mantiene un'anima genuina, ma è un'autenticità che va cercata tra le pieghe del turismo di massa. Il borgo è incantevole, con le sue viuzze strette che salgono verso la Rocca, e il mare è ancora caldo, quasi estivo, senza la ressa di agosto. Però il centro storico, specialmente intorno al Duomo, è invaso da negozi di souvenir e ristoranti con menù tradotti in quattro lingue: l'impressione è quella di un set ben curato, più che di un paese vissuto. Il budget per una settimana si aggira sul medio, diciamo intorno ai 70-90 euro a notte per un B&B decente fuori dal nucleo più turistico, mentre cenare in un posto con vista costa facilmente 40-50 euro a testa. Per arrivare, il treno da Palermo è comodo ed economico: un'ora scarsa, biglietto intorno ai 10 euro. Muoversi a piedi è la scelta migliore, perché il paese è piccolo, ma per la spiaggia più bella, come quella di Mazzaforno, serve un autobus o un taxi. Tre giorni sono sufficienti per visitare il borgo, salire sulla Rocca per il panorama e godersi il mare, ma senza stress. L'aspetto negativo? La sera, dopo le 22, il lungomare diventa un carnevale di musica alta e venditori ambulanti: si perde la quiete che ci si aspetterebbe da un luogo così pittoresco. Un consiglio che non leggevo in nessuna guida: invece di affollare il belvedere dietro il Duomo al tramonto, prendere la stradina che costeggia la ferrovia verso ovest. Lì c'è una piccola caletta di sassi, quasi deserta, dove il sole cala dietro le montagne e si sente solo il rumore delle onde. Vale la pena per un attimo di autenticità vera.