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Islanda: la penisola di Snæfellsnes, ghiaccio e magia

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benny75

La penisola di Snæfellsnes è tutto questo: ghiaccio e magia, ma anche molto altro, e chi ci mette piede se ne accorge subito. L’ho visitata a fine giugno, appena prima che arrivasse il pienone dell’estate, e devo dire che è uno dei posti più affascinanti dell’Islanda, anche se non privo di difetti.

Il budget per un viaggio del genere è medio-alto. L’Islanda in generale costa cara, e Snæfellsnes non fa eccezione: i pernottamenti nei guesthouse o nei piccoli hotel della zona vanno dai 150 ai 250 euro a notte in alta stagione, e mangiare fuori può facilmente superare i 40 euro a pasto. Si può risparmiare con il campeggio e la cucina autonoma, ma il noleggio auto resta la spesa più grossa: meglio prenotare con largo anticipo o cercare offerte last minute su società locali.

Per arrivare e muoversi, il modo più comodo è noleggiare un’auto a Keflavík o a Reykjavík e percorrere la strada 54, che costeggia la penisola. I trasporti pubblici esistono (autobus da Reykjavík a Borgarnes e poi coincidenze locali), ma sono rari e limitati, quindi l’auto è quasi obbligatoria per esplorare con calma. La strada è asfaltata nel tratto principale, ma molti accessi a cascate e spiagge sono su ghiaia: serve una 4x4? No, quasi tutto si fa con una normale, ma occhio ai cartelli di divieto nelle giornate di pioggia.

Quanto tempo serve? Almeno tre giorni pieni, meglio quattro. In due giorni si vede lo stretto indispensabile – Kirkjufellsfoss, la spiaggia nera di Djúpalónssandur, il villaggio di Arnarstapi – ma si perde la parte più selvaggia della costa settentrionale e i sentieri che portano al ghiacciaio Snæfellsjökull. Con quattro giorni si può anche fare un’escursione sui ghiacciai o fermarsi a osservare i pulcinella di mare a Lóndrangar.

Un aspetto negativo che pochi raccontano è la folla. D’estate, specialmente a luglio, i parcheggi dei punti più famosi diventano un caos: a Kirkjufellsfoss alle 10 del mattino c’era già la fila per fare la foto, e lungo la strada 54 i camper si accalcano. Il clima è imprevedibile, anche d’estate: ho avuto pioggia orizzontale e vento a 20 m/s per due giorni interi, che ha reso impossibile qualsiasi passeggiata lunga. Le zanzare sono quasi inesistenti, ma i moscerini (midges) possono essere fastidiosi nelle zone umide.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: non concentrarsi solo sulla costa sud. La parte nord della penisola, tra la spiaggia di Skarðsvík e il faro di Malarrif, è spesso trascurata, ma offre scogliere spettacolari e pochissima gente. In particolare, il sentiero che costeggia la scogliera a ovest di Hellissandur, poco segnalato, regala una vista sul ghiacciaio che da sola vale il viaggio, lontano dal turismo di massa. E se si ha tempo, vale la pena fermarsi al piccolo museo del folklore di Ingjaldshóll, un’ex fattoria con reperti che spiegano la vita dura dei pescatori dell’Ottocento.

4 Commenti

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Io con camper e cucina da campo ho speso molto meno.

la
lauro_trek

Vero, ma con lo zaino e street food ho risparmiato ancora di più.

Giusto, con la tenda e cucina autonoma si risparmia un sacco. Io ho fatto la stessa cosa l'anno scorso e ho speso la metà di quello che dicono in giro. La macchina è l'unica vera fissa, ma se sei in due o tre ci stai.

NO
nomadico_82

Secondo me, dimentichi i costi di campe