Indonesia: Komodo, draghi e isole, autentico?
No, non è autentico, almeno non nel senso che vendono nei video patinati sui social. Il parco nazionale di Komodo è diventato una macchina da soldi, con barche stracolme e code per fare la foto con i draghi, come se fosse un set cinematografico. Il budget è medio-alto: il volo per Labuan Bajo da Bari ti costa un rene in alta stagione, e una volta lì le escursioni giornaliere partono da cifre che sembrano tariffe da resort. Per muoverti devi prendere un aereo per Bali o Lombok e poi un altro per Labuan Bajo; da lì i traghetti pubblici sono lenti e scomodi, meglio affidarsi a un tour organizzato o noleggiare una barca privata. Per vedere i draghi e fare un giro delle isole servono almeno tre o quattro giorni, ma se vuoi evitare la folla devi stare almeno una settimana e andare oltre Rinca e Komodo. La delusione più grossa è che i draghi sono abituati ai turisti, stanno fermi come statue, e se non paghi la guida non ti lasciano avvicinare. Un consiglio che nessuna guida dà: salta l’isola di Komodo, vai a Gili Motang o a Nusa Kode, dove i draghi sono più selvatici e ci sono meno barche. Lì il biglietto è economico, ma il problema è organizzare il trasporto perché i tour standard non ci vanno. E poi portati una maschera per lo snorkeling, perché l’acqua intorno a queste isole è sporca di plastica e turisti, ma se trovi il punto giusto è ancora pulita. Insomma, l’autenticità è un miraggio, ma se scavi fuori dai percorsi battuti forse la intravedi.