Gran Paradiso: il parco nazionale più autentico delle Alpi?
Sì, è probabilmente il parco nazionale più autentico delle Alpi, ma per ragioni che non c'entrano niente con i discorsi da ufficio turistico. Il Gran Paradiso è autentico nel senso che non è stato ancora completamente addomesticato per il turismo di massa, e questo si vede sia nei pregi che nei difetti. Chi scrive è reduce da un giro di quattro giorni, fine luglio di quest'anno, con base a Ceresole Reale. Budget medio, perché i rifugi costano, ma se si porta la tenda e si evita il periodo di ferragosto si può stare anche su cifre basse: dico circa 30-40 euro a notte per un piazzola o un posto letto in camerata, più vitto. Per arrivare meglio essere motorizzati, da Torino si prende la statale per Ceresole in un'oretta scarsa, ma poi dentro il parco ci si muove solo a piedi. I sentieri sono segnati, niente di impossibile ma serve gamba, e d'estate i bus navetta da Ceresole a Nivolet funzionano ma sono rari e pieni. Per visitare con calma, servono almeno tre o quattro giorni.
La delusione? La zona del Nivolet, quella più famosa, a luglio è un formicaio. File di macchine parcheggiate ovunque, gente che scende dal bus e si ferma a fare foto ai camosci senza nemmeno allontanarsi dal piazzale. Una specie di parcheggio alpino con vista. L'autenticità la trovi sui sentieri laterali, tipo il vallone di Forzo o il versante valdostano, dove incroci forse cinque persone in una giornata. Il consiglio che non trovi sulle guide: evita di prenotare nei rifugi gestiti dal CAI se vuoi un'esperienza più libera, perché hanno orari fissi per pranzo e cena e una liturgia che toglie la voglia di fermarti a guardare il tramonto da un costone senza fretta. Invece cerca i piccoli bivacchi non gestiti, quelli segnati sulle mappe escursionistiche locali, portati via tutto da mangiare e sacco a pelo. Lì senti davvero cosa significa stare in un parco nazionale, senza le code al buffet.