Georgia: Svaneti, torri millenarie e vette del Caucaso
La domanda è se lo Svaneti valga davvero la fatica di arrivarci: la risposta è sì, ma con parecchi distinguo. Io ci sto organizzando un viaggio per fine estate e più leggo più mi rendo conto che è una di quelle mete che o si amano o si odiano, senza mezze misure. Parto da Firenze, quindi so bene cosa significhi pianificare con logistica complessa.
Il budget è medio-alto, non economico. Non perché lo Svaneti sia caro in sé, ma perché arrivarci incide parecchio. Da Kutaisi, che è lo scalo più comodo, si prende un minibus fino a Mestia: circa 4-5 ore di curve su una strada che a tratti è sterrata. Da Tbilisi sono almeno 8 ore, meglio spezzare con una notte a Zugdidi. Per muoversi tra i villaggi come Ushguli o i sentieri del Caucaso serve un fuoristrada con autista locale, che costa sui 100-150 lari al giorno, oppure le proprie gambe. I mezzi pubblici scarseggiano e non sono affidabili fuori dalle ore centrali.
Per il tempo, direi che meno di 5-7 giorni non bastano. Lo Svaneti non è una tappa veloce: il viaggio d'andata richiede un giorno, il ritorno un altro. In mezzo, tra trekking e spostamenti, il minimo è quattro notti per assaggiare Mestia e dintorni. Se si vuole arrivare fino a Ushguli e fare qualche camminata più lunga, dieci giorni sono la misura giusta.
Un aspetto negativo che mi ha colpito leggendo resoconti recenti è la questione delle zanzare e dei moscerini. A luglio e agosto le valli verdi sono bellissime, ma i laghetti e i ruscelli pullulano di insetti. In molti si lamentano di non aver potuto dormire bene nemmeno con la zanzariera. Inoltre il meteo è imprevedibile: può grandinare anche con 30 gradi al piano.
Il consiglio specifico che non trovate nelle guide è di non sottovalutare la burocrazia per i permessi. Se intendete fare trekking oltre i 3000 metri verso il monte Ushba o i ghiacciai, serve un permesso delle autorità locali che va richiesto almeno una settimana prima a Mestia. Molti lo scoprono solo all'arrivo e rimangono delusi. Conviene mettersi d'accordo con una guida locale per tempo, anche solo per l'aspetto burocratico. E poi, portatevi un buon repellente e una giacca a vento. Il Caucaso non perdona.