Sicilia in camper: barocco, mare e sapori autentici
Se cerchi una Sicilia in camper tra barocco, mare e sapori autentici, ecco come ho organizzato il viaggio per questa estate. Quando andare: meglio maggio-giugno o settembre, ma se si è obbligati a luglio come me, si accetta il caldo e la folla, almeno le giornate sono lunghe. Come arrivare: traghetto da Villa San Giovanni o da Napoli, prenotato con largo anticipo per portare il camper; io ho scelto la tratta da Civitavecchia a Palermo, comoda. Muoversi: le strade statali sono ok, ma nei centri storici barocchi (Noto, Modica, Ragusa) bisogna lasciare il mezzo fuori e camminare, altrimenti si impazzisce con gli stretti vicoli. Budget: medio, perché camper riduce alloggio ma i traghetti e i supermercati costano; per una famiglia di quattro persone, ho speso circa 2.500 euro per due settimane, escluso gasolio. Tempo necessario: almeno dieci giorni per un assaggio, quattordici per vedere anche la costa sud e l'entroterra. Cosa non perdere: la Valle dei Templi all'alba, il mare di San Vito Lo Capo, i cannoli a Piana degli Albanesi. Cosa evitare: la Riserva dello Zingaro a metà luglio è un incubo di calca e parcheggi esauriti, meglio andarci in settimana o a giugno. Un consiglio poco noto: invece di affollare Ortigia, fermarsi a Marzamemi al tramonto e mangiare la granita al mandorla da un chiosco sulla piazzetta – è autentico e costa la metà. Delusione: il barocco di Noto è splendido ma quasi finto, tutto ricostruito dopo il terremoto; per me hanno più carattere i palazzi scrostati di Scicli.