Cortina d'Ampezzo: trekking e sapori di montagna
Cortina d'Ampezzo per trekking e sapori di montagna è una meta che merita, ma il budget deve essere alto. Sono a Napoli e sto finendo di riordinare gli appunti dopo una settimana lassù. Il periodo migliore è l'estate, tra fine giugno e settembre, per evitare la folla di agosto ma con sentieri ancora percorribili. Per arrivare si prende il treno fino a Calalzo e poi il bus Dolomiti Bus, oppure la macchina (la A27 fino a Belluno e poi la SS51, ma attenzione ai parcheggi a pagamento ovunque). Muoversi a piedi è l'ideale, ma per raggiungere alcuni rifugi serve l'auto o i bus navetta che costano un rene. Il tempo minimo per vedere qualcosa sono tre giorni, ma per fare trekking seri almeno cinque.
Il budget è caro, non c'è via di scampo: un caffè quattro euro, un piatto di pasta in rifugio sopra i diciotto, e gli hotel a luglio partono da centocinquanta a notte per una camera doppia. Cosa non perdere: il giro ad anello del Sorapiss (lago e rifugio) e la ferrata delle Cinque Torri se si è allenati. Per i sapori, i canederli al rifugio Averau e il formaggio della latteria di Cortina.
Cosa evitare: la zona di via Roma a metà pomeriggio, piena di turisti che fanno shopping come se fossimo a Milano, e il ristorante in centro che ha il menu tradotto in sei lingue ma la qualità è scadente. Un consiglio che non si trova sulle guide: il sentiero che parte dal parcheggio di Rio Gere e sale al lago d'Ajal senza passare per la funivia. È poco segnalato, ma si risparmia la fila di due ore alla biglietteria e si vedono meno persone. L'unica delusione: i parcheggi sono un incubo, quelli liberi sono lontani e quelli a pagamento costano come un'ora di autostrada.