Quali angoli nascosti di Roma non si possono perdere in primavera?
Sto pensando a Roma in primavera, quando la luce dorata del pomeriggio allunga le ombre sui sampietrini e nei cortili si risvegliano profumi dimenticati. C'è il Giardino degli Aranci, sull'Aventino, che con la fioritura degli agrumi sembra un angolo di Sicilia sospeso sulla città; e la Valle dell'Aniene, dove il fiume scorre tra i salici e le rovine, lontano dal chiacchiericcio del centro. Mi torna in mente l'Isola Tiberina, che in marzo sembra un natante di pietra ormeggiato nel tempo, perfetta per una sosta senza mete. E poi il Quartiere Coppedè, quelle architetture liberty che sembrano uscite da una fiaba, dove perdersi tra le vie è un piacere solitario. Sono questi i luoghi che, più di qualsiasi monumento, raccontano il respiro segreto di Roma quando l'inverno molla la presa.