Cefalù: un tuffo nell'anima siciliana
Il titolo chiede se Cefalù sia davvero un tuffo nell'anima siciliana: la risposta è sì, ma con qualche riserva. Ci sono stato quest'estate, a luglio, e il centro storico mi ha preso subito. Il duomo normanno, la scalinata, il mare che si intravede tra i vicoli stretti – tutto ha quel sapore autentico che cerco quando viaggio. Però non è solo cartolina.
Parliamo di budget: io l'ho trovata medio-alta, soprattutto per vitto e alloggio in alta stagione. Una cena semplice in un ristorantino sul lungomare può costare sui 35-40 euro a testa, mentre per un B&B dignitoso vicino al centro ho speso circa 90 euro a notte. Se si vuole risparmiare, meglio prenotare con largo anticipo o venire a giugno o settembre. Io sono arrivato in treno da Palermo: circa un'ora, comodo e con vista mozzafiato. Una volta lì, a piedi si gira tutto il centro. Per le spiagge più lontane (Cefalù è molto frequentata) ho noleggiato una bicicletta, c'è una pista ciclo-pedonale che costeggia la costa. Due giorni pieni bastano per visitare il paese, il duomo, la Rocca e fare un bagno. Se si vuole fare trekking sulla Rocca, meglio la mattina presto per il caldo.
Ora l'aspetto negativo che mi ha deluso: la spiaggia centrale è un caos. L'acqua è pulita, ma in piena estate è un formicaio di ombrelloni e teli, e il rumore toglie la magia. Inoltre il parcheggio è un incubo: ho girato mezz'ora per trovare un posto a pagamento.
Il consiglio che non trovi sulle guide è di andare al tramonto alla scalinata vicino al lavatoio medievale, ma non per la foto: lì c'è un piccolo bar artigianale che fa granite al pistacchio di Bronte. Il gestore è un signore anziano che racconta storie di quando Cefalù era un borgo di pescatori. Sedersi lì con una granita, senza fretta, è stato il momento più vero del viaggio.