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Kerala: il profumo del tè tra i Ghâts occidentali

Il titolo promette profumo di tè, e sì: tra i Ghât occidentali del Kerala, quelle colline ondulate coperte di piantagioni verdi, l’aria sa davvero di foglie appena raccolte, umida e calda. Per me è stato uno dei viaggi più intensi di questa estate, anche se non tutto è andato liscio.

Andare tra novembre e febbraio è l’ideale: il monsone si è ritirato, il clima è fresco e asciutto sulle alture. Io sono partito a luglio e ho trovato piogge battenti a Munnar – un po’ una delusione, perché certe viste spettacolari erano nascoste dalla nebbia. Per arrivare: volo diretto per Kochi o Kozhikode, poi tre ore di macchina o autobus fino ai centri del tè. Muoversi con un taxi privato, anche per più giorni, resta il metodo più comodo; in alternativa ci sono jeep collettive, scomode ma economiche. Budget medio-alto: una camera decente nelle piantagioni parte da 70-80 euro, mentre nei posti più turistici il costo sale. Se si cerca il risparmio, i dormitori nei piccoli villaggi sono una valida opzione.

Per una visita completa servono almeno cinque giorni: tre per Munnar e dintorni, e due per l’area di Wayanad e i suoi sentieri nel tè. Cosa non perdere: il museo del tè a Munnar, la passeggiata al mattino presto tra le colline di Kolukkumalai (ha la coltivazione più alta del mondo) e la gita in barca sul lago di Periyar in serata. Cosa evitare: i tour organizzati in gruppo – ti portano a negozi di souvenir senza valore. Un consiglio che non trovi sulle guide: cercate i piccoli chai shop lungo le strade di campagna, quelli gestiti dagli stessi raccoglitori. Lì il tè si beve insieme a loro, pagate pochi centesimi e scoprite un’ospitalità che nessun resort può dare.

2 Commenti

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Io ci sono stato a luglio e le piogge mi hanno rovinato le viste, peccato.

be
benny75

Anche a me è capitato lo stesso: le piogge di luglio su quelle alture sono imprevedibili e nascondono tutto. Per me è stato un peccato, ma la nebbia dava comunque un'atmosfera suggestiva.