Yakushima: foreste antiche e muschio incantato
Yakushima: foreste antiche e muschio incantato
Sì, Yakushima è esattamente come la descrivono: foreste antiche e muschio incantato, ma non è una gita per tutti. L'isola è un'esperienza totalizzante, che ripaga chi è disposto a faticare. Il giudizio è positivo, con qualche riserva importante.
PRO:
CONTRO:
Per arrivare si prende un volo per Kagoshima, poi il traghetto veloce per Miyanoura (due ore e mezza) o l'idrovolante, più caro ma più veloce. Sull'isola è indispensabile noleggiare un'auto: i bus sono rari e non coprono tutte le partenze dei sentieri. Le strade sono strette e tortuose, ma guidare è l'unico modo per essere flessibili.
Il tempo minimo per visitare Yakushima è di quattro giorni: uno per l'arrivo e gli spostamenti, due per i trekking principali, uno per zone costiere come il promontorio di Nagata o la spiaggia di Isso. Se si vuole fare anche lo Jomon Sugi senza fretta, servono almeno cinque giorni.
Un aspetto negativo che non mi aspettavo: la folla. Nonostante l'isola sembri remota, il sentiero per lo Jomon Sugi è affollato anche in estate. Le partenze sono scaglionate, ma si cammina in fila indiana per ore. È meglio iniziare il trekking alle tre del mattino per godersi i primi chilometri in solitudine.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: portare un paio di guanti da lavoro impermeabili. Quando si affrontano i tratti ripidi e bagnati, aggrapparsi alle radici e alle rocce diventa obbligatorio, e i guanti salvano le mani da tagli e vesciche. Inoltre, prenotare il traghetto di ritorno con almeno tre giorni di anticipo: a luglio i posti vanno esauriti.
Consigliato per chi ama camminare in solitudine, ha spirito di adattamento e non teme la pioggia. Sconsigliato se si cerca una vacanza rilassante al mare, se si hanno problemi di mobilità o se il budget è limitato.