Pienza: pecorino, vino e panorami della Val d'Orcia
Pienza merita il viaggio soprattutto per il pecorino e i vini, ma i panorami della Val d'Orcia sono il vero motivo per fermarsi. Parliamo di una guida pratica per chi ha in mente di andarci, magari in questo periodo estivo.
Per quanto riguarda quando andare, la primavera e l'autunno sono le stagioni migliori: meno folla e temperature più miti. Ad agosto, come adesso, è pieno di turisti e il caldo può essere fastidioso, ma si sopravvive. Come arrivarci: la macchina è l'unica opzione sensata. Da Siena si impiega circa un'ora, da Firenze un'ora e mezza, tutto su strade provinciali che attraversano colline spettacolari. Parcheggiare fuori le mura è facile, a pagamento ma non carissimo. Poi si gira a piedi, il centro è piccolo.
Il budget lo direi medio: un pranzo in un'enoteca con assaggi di pecorino e un bicchiere di vino costa sui 30-40 euro a testa. Se si vuole fare una cena completa, anche di più. I formaggi al pezzo si pagano cari, ma ne vale la pena. Per visitare il paese bastano mezza giornata, magari aggiungendo un'ora per una cantina nei dintorni e una passeggiata nei campi.
Cosa non perdere: la cattedrale di Pienza, il belvedere sul lato sud che regala la cartolina perfetta, e la bottega di un produttore locale per comprare pecorino stagionato. Cosa evitare: i ristoranti direttamente in piazza, troppo cari e turistici. Meglio perdersi nei vicoli laterali, dove si trova roba più genuina.
Un aspetto negativo? La folla estiva rovina un po' l'atmosfera, e il parcheggio può diventare un incubo se arrivi dopo le dieci del mattino. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: invece di fermarti solo al belvedere principale, scendi per la stradina che costeggia le mura dal lato di via dell’Amore e arriva a un piccolo giardino pubblico con una panchina. Da lì il tramonto sulla Val d'Orcia è più intimo, senza orde di selfie. E porta un ombrello, a volte d'estate arriva un temporale improvviso.