Sicilia on the road: tra borghi, sapori e scogliere
Per me la Sicilia on the road tra borghi, sapori e scogliere è il viaggio ideale per chi vuole immergersi nell’isola senza fermarsi mai, e ho appena finito di organizzare un itinerario per metà agosto.
Il budget complessivo è medio: stimo circa 1.200-1.500 euro a persona per una settimana, volo e auto esclusi. Si arriva volando su Catania o Palermo, poi noleggio un’auto da una compagnia locale per risparmiare – ho prenotato una utilitaria a 350 euro per sette giorni. Il tempo necessario è di almeno una settimana, ma con dieci giorni si riesce a vedere anche la zona di Agrigento e la costa sud. Un aspetto negativo: il traffico estivo tra Catania e Taormina è infernale, e trovare parcheggio nei borghi come Cefalù è una vera impresa. Meglio partire prestissimo la mattina.
Ecco come ho diviso le giornate.
Giorno 1: arrivo a Catania, ritiro auto e subito verso la costa orientale. Passo il pomeriggio a Taormina, ma evito il caos del centro turistico e cammino fino al Teatro Greco (aperto fino a tardi in estate). La sera cena a base di pesce a Giardini Naxos, molto più tranquillo.
Giorno 2: da Taormina salgo verso il Parco dell’Etna. Prendo la strada per il rifugio Sapienza e faccio una breve escursione fino ai crateri Silvestri (un’ora). Poi via verso l’interno: visita a Castiglione di Sicilia, un borgo bellissimo con pochi turisti. Pernotto a Randazzo, meno caro di Taormina.
Giorno 3: arrivo a Cefalù dopo un paio d’ore di curve. Il borgo è splendido, ma la spiaggia sotto la Rocca è un formicaio. Meglio salire al Tempio di Diana per la vista. Pomeriggio alle terme gratis di San Calogero (tra Cefalù e Termini Imerese). Consiglio non da guida: quelle acque sulfuree sono poco note e in agosto si sta bene.
Giorno 4: tappa a Palermo, ma solo per la mattina: mercato di Ballarò e la Cappella Palatina. Poi via verso la Riserva dello Zingaro, arrivando entro le 10 per trovare parcheggio. Trascorro lì tutto il pomeriggio, nuotando in calette semi-deserte. Pernotto a San Vito Lo Capo, ma avverto: i prezzi sono alti e la sera si fa fatica a cenare senza prenotazione.
Giorno 5: da San Vito guido fino a Trapani, poi prendo il traghetto per le Egadi. Favignana la giro in bici, pranzo di gamberi rossi e tonnina. Rientro con l’ultimo traghetto e dormo a Marsala.
Giorno 6: riserva naturale dello Stagnone, con i mulini a vento e la laguna salata. Nel pomeriggio viaggio verso la Valle dei Templi ad Agrigento, ma arrivo verso le 17 per evitare il sole e la folla. La sera cena a base di arancini e cannoli a Scala dei Turchi – ma la scogliera bianca in agosto è deludente: piena di gente e il bianco quasi grigio per l’usura.
Giorno 7: ultimo giorno, da Agrigento a Caltagirone per le scale di ceramica, poi verso l’aeroporto di Catania con un ultimo pranzo a base di pasta alla Norma a Piazza Armerina. Il volo è alle 19.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: a San Vito Lo Capo, invece di mangiare al centro, cercare la trattoria “Da Nino” fuori dal paese, sulla strada per la riserva. Si mangia pesce fresco a metà prezzo e si sta all’ombra di un pergolato. Inoltre, per la riserva dello Zingaro entrare da nord (tunnel ferroviario) se il parcheggio sud è pieno: si trova sempre posto.