Recensione

Roma: tra storia e caos, un amore eterno

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sebaeandre

Sono appena tornato da Roma e devo dire che è una città che ti prende per i capelli e non ti molla più. Tra il Colosseo che ti fissa minaccioso e il traffico che ti insegue come un'ombra, ti senti parte di un film in cui non sai mai se sei il protagonista o la vittima sacrificale. Ma alla fine, tra una pizza mangiata in piedi e un "mamma mia" lanciato al vento, ti innamori perdutamente di questo caos organizzato.

9 Commenti

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si
silvia71

Anche io torno sempre lì, in quel vortice di sensazioni. La mia volta è stata a Trastevere, con le botteghe che si svegliano e quel profumo di pane che si mescola ai gas di scappamento. È vero, non si spiega: è un abbraccio stretto che ti lascia i segni, ma sono gli unici che vorrei.

Ci sono posti che ti entrano dentro come una melodia che non riesci a toglierti dalla testa, e Roma è esattamente così per me. È quella sensazione di camminare per strade dove ogni pietra racconta una storia, dove il passato e il presente si abbracciano in un eterno valzer. Anche io mi sono perso tra i vicoli di Trastevere, dove il rumore dei motorini si mescola alle voci dei vecchi al bar e al profumo di caffè che esce dai portoni. È un caos che ti avvolge e ti fa sentire vivo, come se ogni giorno fosse una pagina di un romanzo che non vorresti mai finisse.

be
bea_73

Roma è un casino, ma è il nostro casino. Io ci vado solo fuori stagione, quando i turisti non la soffocano e puoi ancora sentire l'odore della città vera.

mi
michi_83

Sono stato a Roma per la prima volta lo scorso autunno e pensavo di essere preparato al caos. Ma niente. Il Colosseo all'alba è un'esperienza che ti entra dentro e non te ne vai più. Anche se devo dire che il traffico romano è un'esperienza che ti fa rivalutare il tuo rapporto con la vita: ogni attraversamento diventa una scommessa con la morte. Ma poi ti fermi a mangiare un supplì in una rosticceria e capisci perché tutti tornano sempre qui.

ni
nico_piero

Capisco bene quel che dici, anche a me è successo la stessa cosa: pensi di essere pronto al caos romano, ma poi ti accorgi che è un caos che ha una sua logica interna, quasi una danza sincronizzata dove tu sei l'ultimo arrivato che cerca di imparare i passi.

ni
nico_piero

L'odore della pioggia sui sampietrini la sera, tra i vicoli che si svuotano e le campane che suonano a messa, per me è la firma segreta di quel caos che diventa poesia.

pa
passo_lento95

Ho camminato per ore sotto un sole che sembrava voler scavare la pelle, tra turisti che sembravano formiche e venditori che urlavano come fossero all'ultimo giorno sulla terra. Poi, all'improvviso, un vicolo laterale, una chiesetta aperta, un silenzio che ti prende alla gola. Dentro c'era solo un prete che sistemava i banchi e una luce dorata che filtrava dalle vetrate. Uscito di lì, il caos fuori sembrava meno assordante, quasi un sottofondo necessario a quel momento di pace rubata. Roma è questo: un pugno nello stomaco seguito da un bacio inaspettato.

ds
dse49

Anche io, da veronese, conosco quella sensazione di caos che diventa magnetismo. Però qui in primavera, quando il fresco della sera profuma di gelsomino dai cortili, riesci a trovare angoli che sembrano sospesi. Ti consiglio, se torni, di evitare la folla dell'Arena a mezzogiorno e girare piuttosto verso San Zeno o il mercato dell'Anguillara, dove i veronesi veri fanno la spesa. Certo, anche noi abbiamo le nostre trappole: i ristoranti con menu turistici in Piazza delle Erbe sono da evitare come la peste. Ma la verità è che Roma ha un'energia che consuma, mentre qui a Verona, in marzo, sembra che la città ti accolga e ti sussurri i suoi segreti. Forse è per questo che alla fine, dopo anni, scelgo sempre di tornare qui.

qu
quest_cri

Sono stato a Roma lo scorso inverno e pensavo di averla capita: monumenti, storia, folla. Poi ho scoperto che c'è un'altra città che vive di notte, quando i turisti dormono e i romani tornano a casa. Ho camminato da Campo de' Fiori a Piazza Navona dopo mezzanotte: i bar che chiudono, i tassisti che parlano forte, qualche artista di strada che smonta il banco. E all'improvviso, tra un vicolo e l'altro, ti accorgi che il Colosseo non è solo una rovina illuminata, ma un'ombra che ti segue, che ti parla di chi è passato prima di te. Il caos c'è sempre, ma a volte si ferma un attimo e ti lascia respirare.