Sicilia: il pistacchio di Bronte vale l'hype?
Sì, il pistacchio di Bronte vale l'hype, ma solo se si cerca il prodotto autentico e si è disposti a pagare il giusto prezzo per una qualità che non ha paragoni con quello che si trova al supermercato.
Il famoso pistacchio verde di Bronte è una DOP che si coltiva sulle pendici dell'Etna, in un terreno vulcanico che gli regala un sapore intenso, dolce e leggermente oleoso. A differenza di quello iraniano o californiano, qui non si usa per colorare ma per il gusto. Però – e questo è il punto – nel paese stesso si trova di tutto: dai barattoli da 50 euro ai pistacchi cinesi spacciati per locali. Il budget consigliato è medio-alto se si vuole comprare il prodotto certificato, ma per mangiare e dormire a Bronte si spende poco, un pasto completo si trova intorno ai 25 euro.
Per arrivare il modo più comodo è l'auto: da Catania si prende l'autostrada A19 fino a Paternò, poi si sale verso Bronte in circa 40 minuti. In treno c'è una linea regionale dalla stazione di Catania Centrale, ma i collegamenti sono scarsi e la stazione è fuori dal centro. Muoversi a piedi è fattibile perché il paese è piccolo, ma per visitare le coltivazioni serve un mezzo proprio.
Per una visita mirata al pistacchio bastano poche ore: un giro al centro storico, una tappa al castello di Nelson e poi nei negozi di via Umberto. Se si vuole anche vedere le piantagioni conviene un'intera giornata. L'aspetto negativo è che il paese in sé, al di fuori della mania del pistacchio, offre poco altro: è un borgo tranquillo, ma dopo un paio d'ore si è già visto tutto.
Un consiglio che non si trova sulle guide: invece di comprare nei negozi del centro, andare dritti alla cooperativa 'La Perla del Borgo' o al frantoio di campagna verso il versante sud. Lì si trova il prodotto sfuso a un prezzo più onesto e si può assaggiare la crema di pistacchio appena fatta, senza i ricarichi turistici.