Selinunte: il tempio dimenticato e il mare in controluce
Selinunte: il tempio dimenticato e il mare in controluce
Selinunte è il posto giusto se si cerca un sito archeologico enorme ma poco frequentato, con il mare che fa da sfondo ai templi dorici quasi intatti. Ci sono stata ad agosto di quest'anno, nel pieno del caldo, e vale la pena sapere alcuni dettagli pratici per non sprecare tempo e soldi.
Il periodo migliore? Primavera o autunno, senza dubbio. Ad agosto la temperatura a mezzogiorno è spietata, e il sole batte sui blocchi di pietra senza ombra. Se si viene in estate, meglio arrivare subito all'apertura (alle 9) o dopo le 17, quando la luce diventa bassa e illumina i templi di schiena, creando quel controluce sul mare che hanno in mente. Il biglietto d'ingresso costa 12 euro, parcheggio a pagamento 3 euro, e per una visita completa servono almeno tre ore, anche quattro se si vuole camminare fino alla collina orientale e poi giù verso l'Acropoli.
Per arrivare: da Palermo si prende la A29 fino a Castelvetrano, poi si segue la strada costiera per Marinella di Selinunte. In macchina è semplice, ma se non si ha un mezzo proprio, da Castelvetrano parte un autobus (linea AST) che arriva fino all'ingresso del parco, con corse ogni due ore circa. I costi per un pasto: a Marinella ci sono diversi ristoranti di pesce, ma i prezzi sono medio-alti, mentre per un pranzo frugale si può comprare qualcosa al forno a Castelvetrano prima di salire.
Cosa non perdere: il Tempio E (quello di Hera) è il più fotogenico, con le colonne quasi tutte in piedi e il mare che si intravede tra le file. Il Museo Archeologico, invece, è piccolo e poco illuminato, ma contiene i reperti principali, compresi i metope del tempio C. Se si ha tempo, la passeggiata lungo la spiaggia della riserva di Foce del Belice è un bel bonus.
Cosa evitare: il punto vendita di souvenir dentro l'area archeologica vende oggetti di plastica cinese a prezzi gonfiati. Meglio comprare una cartolina ufficiale al bookshop all'ingresso, se si vuole un ricordo. Un aspetto deludente? La segnaletica interna è pessima: i cartelli che indicano i templi sono sbiaditi e a volte mancano del tutto, per cui è facile perdersi tra i sentieri sterrati. Portare una mappa stampata o avere il telefono con una fotografia della pianta del sito.
Un consiglio che non si trova sulle guide: sulla collina di Manuzza, a nord dell'Acropoli, ci sono i resti delle case dell'antica città, con i muri ancora visibili. Quasi nessuno ci va, ma la vista dall'alto sull'intera pianura e sul mare è la migliore del parco. Per arrivarci bisogna salire un sentiero non segnalato, appena dopo la biglietteria, a sinistra. Vale la pena, anche se il terreno è sconnesso.