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Shirakawa-go: i villaggi storici tra le montagne

Shirakawa-go è uno di quei posti che ti entrano dentro senza chiedere permesso, e che restano lì a brillare anche dopo settimane dal ritorno. I villaggi storici tra le montagne, con quelle case dal tetto di paglia che sembrano mani giunte in preghiera, sono esattamente come te li immagini nelle foto patinate, ma c'è molto di più: un'atmosfera sospesa, un silenzio che a volte pesa e a volte libera. Sono stato a giugno, in piena estate, quando il verde dei campi di riso esplodeva intorno e l'aria odorava di erba tagliata e di legno vecchio. Il budget per una giornata è medio, ma se si vuole pernottare in una delle fattorie tradizionali – cosa che consiglio caldamente – si sale decisamente verso il caro, perché quelle esperienze si pagano, e non poco. Per arrivare, il modo più comodo è il bus da Takayama o da Kanazawa, entrambi i tragitti durano poco più di un'ora e costano intorno ai venti euro a tratta. Meglio prenotare il biglietto in anticipo, soprattutto nei mesi estivi, perché i posti vanno via subito. Una volta lì, tutto si muove a piedi: il villaggio è piccolo, si gira in un paio d'ore, ma la vera magia sta nel perdersi tra le stradine secondarie, lontano dalla folla che si accalca intorno alle case principali. Per visitare con calma e godersi anche l'osservatorio panoramico, un giorno intero è sufficiente, ma se ci si ferma una notte si riesce a vedere il tramonto e l'alba senza il caos dei turisti mordi-e-fuggi. E qui arriva la delusione: il villaggio, purtroppo, è diventato un'attrattiva da cartolina, e di giorno, tra le undici e le quattro, è un formicaio di selfie, urla e gruppi organizzati. La pace che cercavo si è frantumata in un costante ronzio di giapponesi in gita scolastica e turisti occidentali con i treppiedi. Per fortuna, all'alba e al tramonto il silenzio torna. Un consiglio che non trovi sulle guide: non fermarti solo all'osservatorio principale, quello con la vista sul villaggio dall'alto. Salendo invece per il sentiero che parte dalla casa Wada, si arriva a un punto meno conosciuto, una piccola radura con una vecchia panchina di legno, da cui si vedono i tetti allineati come barchette in un mare di nebbia. Lì ho aspettato il crepuscolo, da solo, con il vento che accarezzava le canne di bambù e il profumo del tè verde che saliva da una fattoria vicina. È stato un momento di pura sospensione, il genere di attimo per cui vale la pena viaggiare anche in capo al mondo. E poi, dettaglio pratico: portatevi una giacca a vento, anche d'estate le montagne regalano folate fresche all'improvviso, e una borraccia, perché alle macchinette i prezzi sono triplicati. Shirakawa-go non è un posto da visitare, è un posto da respirare, lentamente, come si fa con un buon tè caldo.

2 Commenti

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la
lauro_79

Ci sono stato anch'io a giugno, e l'odore di legno vecchio e risaie verdi è rimasto addosso per giorni. Ho dormito in una fattoria: il silenzio notturno è quasi irreale, ma il prezzo si sente eccome.

la
lauro_trek

Troppo caro per quello che offre, meglio un ostello a Takayama.