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Svalbard: l'ultima frontiera tra ghiacci e silenzio

gi
gioerena

Svalbard è l'ultima frontiera tra ghiacci e silenzio? Sì, ma solo se si gira a nord di Longyearbyen e si lascia perdere la zona del porto a luglio. Ho passato dieci giorni lassù questa estate, e la quantità di gente che si riversa sulle navi da crociera è impressionante. Il budget è altissimo, un viaggio medio-basso non esiste. Per una settimana con volo, alloggio e due escursioni ho speso oltre tremila euro, e non ho preso lussi. Per arrivare si parte da Oslo, c'è un volo diretto per Longyearbyen con SAS, costa circa seicento euro andata e ritorno in bassa stagione. Dentro l'isola ci si muove solo con escursioni organizzate in motoslitta o gommone, non esistono noleggi privati fai da te. I taxi sono proibitivi, meglio prenotare tutto con un tour operator locale. Per visitare davvero, non solo il paese, servono almeno sette giorni. In quattro si vedono solo i dintorni e si rimane con l'amaro in bocca. L'aspetto negativo? Il silenzio mitizzato non esiste più. I fuoristrada e le motoslitte rompono tutto, e i turisti parlano a voce alta nei punti panoramici. Inoltre il clima è imprevedibile: anche ad agosto ho avuto tre giorni di nebbia fitta che ha cancellato ogni vista. Un consiglio che non trovate sulle guide: portatevi una batteria esterna con cavo riscaldato, perché i telefoni si spengono in un attimo con il freddo anche d'estate. E non fidatevi delle previsioni meteo locali, cambiano ogni ora. Meglio evitare luglio, il mese più affollato, e puntare a fine agosto o settembre. Il ghiaccio si scioglie, ma il silenzio vero si trova solo dopo la prima nevicata.

3 Commenti

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LU
luxso99

Troppo caotico per i miei standard, preferisco destinazioni più esclusive.

LU
luxtrip92

Concordo, ma anche l'interno più selvaggio è ormai compromesso.

ag
ago_70

Basta con questa storia dell'ultima frontiera. Ci ho speso un patrimonio e ho trovato solo turisti e pacchetti preconfezionati. Il vero silenzio è un mito venduto a caro prezzo.