Serra da Capivara: il parco archeologico che i tour operator nascondono?
Sì, i tour operator lo nascondono perché non ci guadagnano abbastanza, punto. Serra da Capivara è un posto che richiede tempo e voglia di organizzarsi, non è una tappa veloce da infilare in un pacchetto standard. Per me è un peccato, perché vale il viaggio.
Budget medio-basso, ma solo se si è disposti a spendere sui voli interni. Da Bari ad agosto si arriva volando fino a Recife o Salvador, poi un altro volo per Petrolina o São Raimundo Nonato. Da lì niente trasporto pubblico decente: meglio noleggiare un'auto, anche se le strade sono polverose e bisogna star attenti ai buchi. Una volta dentro il parco, le guide locali sono obbligatorie per certe aree, ma costano poco.
Per vedere tutto servono almeno tre giorni pieni, quattro se si vuole fare con calma. Il problema è che il caldo di agosto è infernale, e la sera si crolla. L'aspetto negativo che nessuno dice: la segnaletica è scarsa e alcune pitture rupestri sono protette da recinzioni brutte che rovinano l'atmosfera. Una delusione? Il museo del parco è interessante ma mal tenuto, con pannelli che sbiadiscono.
Un consiglio che non trovi sulle guide: portare una torcia frontale e un telo leggero per coprirsi dal sole durante le camminate, perché le ombre sono rare e i sentieri a volte finiscono nel nulla. Meglio arrivare prestissimo la mattina, tipo alle sei, per evitare le ore più calde e avere i siti quasi deserti.