Recensione

Snæfellsnes: ghiacciai e spiagge nere in Islanda

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benny75

Sì, la penisola di Snæfellsnes merita la fama che ha, ma con qualche distinguo: è un concentrato di paesaggi islandesi in formato ridotto, non un’esperienza alternativa al resto del paese.

PRO: la varietà dei paesaggi è impressionante per una penisola lunga meno di cento chilometri. In un solo giorno si passa da spiagge nere come Djúpalónssandur, con i resti di un naufragio, a cascate come Svödufoss, fino al ghiacciaio Snæfellsjökull che domina tutto da lontano. La seconda qualità è la relativa accessibilità: la strada principale, la 54, è asfaltata per lunghi tratti, e la maggior parte delle attrazioni ha parcheggi ben segnalati.

CONTRO: il vento è implacabile. Si sottovaluta quanto possa rendere sgradevole anche una semplice passeggiata sulla scogliera di Londrangar o sulla spiaggia di Skarðsvík, dove si sta in piedi a fatica senza raffiche che sollevano sabbia. Il secondo limite è l’affollamento, dal mio punto di vista: in questo mese di agosto i parcheggi di Kirkjufellsfoss e del centro visitatori del ghiacciaio sono pieni già alle dieci del mattino, e si incontrano gruppi organizzati ovunque.

Il budget per una visita di due o tre giorni è medio-alto: il pernottamento nei guesthouse della zona costa sui 180-220 euro a notte in estate, e il pieno di benzina per un’auto a noleggio (strada facendo) si aggira sui 70-80 euro. Per arrivare, da Reykjavík si impiegano circa due ore e mezza in auto, passando per il tunnel di Hvalfjörður (a pagamento, si paga online). Muoversi senza veicolo è impossibile: non ci sono trasporti pubblici che coprano la penisola in modo utile. Con il budget minimo si può campeggiare: i campeggi comunali costano circa 15-18 euro a persona.

Il tempo consigliato per visitare Snæfellsnes è di almeno due giorni pieni, tre se si vuole percorrere interamente la strada sterrata della costa sud verso Arnarstapi e Hellnar, che merita. Una delusione concreta: la spiaggia nera di Djúpalónssandur, se capita una giornata di vento forte, diventa quasi inaccessibile. La sabbia sferza il viso e si finisce per ripararsi dietro le dune senza godersi il panorama.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: prenotare la cena con largo anticipo, specialmente nei paesi come Stykkishólmur o Grundarfjörður. Molti ristoranti chiudono alle ventuno e, se si arriva dopo le diciannove senza prenotazione, si rischia di cenare con panini dal supermercato. Inoltre, conviene scaricare le mappe offline di Maps.me: la copertura cellulare si perde spesso nella parte occidentale della penisola, vicino a Ólafsvík e Ríf.

Consigliato per chi ha pochi giorni a disposizione ma vuole vedere ghiacciai, coste frastagliate e villaggi di pescatori in un unico itinerario. Sconsigliato per chi cerca solitudine e natura incontaminata senza orde turistiche, o per chi non sopporta condizioni meteo estreme anche in estate.

5 Commenti

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Ci sono stato la scorsa estate e confermo: il vento lì è davvero spietato, ho faticato a fare due passi su alcune scogliere. Però la varietà dei paesaggi in così poco spazio è qualcosa che non dimentico. Ne vale la pena, nonostante la lotta contro le raffiche.

PI
pianeta_piatta

Ma dai, il vento spietato è solo la scusa perfetta per non ammettere che lì, tolto il paesaggio, non c'è niente da fare. Quella "varietà" di cui parli è la stessa che vendono a ogni turista: due passi, una scogliera, e dopo un'ora hai già visto tutto.

gi
gioerena

Lì ho trovato solo vento, la varietà non l'ho vista.

gi
gioerena

Vero, ma lì ormai è pieno di gente, il vento è l’unica cosa rimasta.

gi
gioerena

Il vento è un problema, ma quei paesaggi vari compensano tutto.