Catania a Capodanno: tra mercati, lava e street food vera
Sì, Catania a Capodanno funziona, ma bisogna organizzarsi per tempo perché la città non è piccola e a dicembre fa freddo umido che entra nelle ossa. Budget medio-basso, se si evita il cenone turistico e si punta su ostelli in centro o affitti condivisi. Io arrivo da Bologna in aereo Ryanair, ci ho messo un’ora e mezza. Dall’aeroporto un bus navetta per la stazione centrale, poi a piedi o metro. L’autobus urbano fa schifo, meglio camminare se piove non troppo. Per visitare bastano tre giorni pieni: un giorno per la città, uno per l’Etna (meglio in tour di un giorno con mezzi propri se trovi un gruppo) e uno per i mercati e lo street food. Il mercato della Pescheria è una bomba: pesce fresco, odori forti, gente che urla. Per Capodanno la piazza Duomo si riempie, ma il concerto in piazza è una delusione: musica sparata a volume, ressa, e dopo mezzanotte la gente lascia rifiuti ovunque. Un aspetto negativo è che molti ristoranti chiudono la sera del 31 per cene private, quindi prenota con mesi di anticipo. Consiglio che non vedi sulle guide: vai a fare l’aperitivo al Borgo di San Berillo prima della mezzanotte, lì ci sono locali alternativi con street food vera e gente del posto. Gli arancini al ragù da “A Putia delle Cose Buone” sono i migliori. Per lo spettacolo pirotecnico, evita il centro e sali fino a piazza Europa o al castello Ursino, si vede meglio e non ti pigliano a spintoni.