Valparaíso: colline, murales e poeti, l'anima che non ti aspetti
Valparaíso è tutto questo, ma anche molto di più, perché l'anima che non ti aspetti è fatta di salite che tolgono il fiato, di colori che sembrano urlare storie silenziose e di un'energia che ti entra sotto la pelle senza che tu te ne accorga. Sono stata a Valparaíso la scorsa primavera, e il primo impatto è stato quasi uno schiaffo: il caos dei cerros, il suono delle funicolari arrugginite che salgono e scendono, l'odore di sale e di fritto che si mescola ai murales immensi. Il budget per una settimana l'ho tenuto medio: circa 60 euro al giorno per un alloggio semplice in un hostal a Cerro Alegre, pasti a base di empanadas e completo, e qualche ascensore. Arrivare è semplice: da Santiago si prende un pullman da Pajaritos, poco più di un'ora e mezza e meno di 10 euro. Muoversi è la parte più affascinante: gli ascensori storici costano pochi pesos, ma per certe salite conviene andare a piedi, anche perché ogni scalinata regala un angolo di poesia o un gatto che ti guarda filosofo. Per visitare davvero, servono almeno tre o quattro giorni: uno per i cerros classici come Alegre e Concepción, uno per le zone più autentiche come Cerro Polanco e il suo ascensore verticale, e uno per perderti senza meta. Un aspetto negativo? Il rumore notturno: le feste nei cerri bassi vanno avanti fino all'alba, e in certi posti la sicurezza la sera è un tema, meglio non girare da solo con lo smartphone in mano. Il consiglio che non trovi sulle guide è di non concentrarti solo sui murales famosi di La Sebastiana, ma di cercare le piccole placche di poesia nascoste sui muri di Cerro Mariposa, scritte a mano da artisti locali e spesso sconosciute ai tour. Porterai a casa una sensazione di libertà e un po' di malinconia, mescolate come il vento che arriva dal porto.