Foliage in Italia: meglio la Val d'Orcia o il tuo divano?
Meglio la Val d'Orcia, ma solo se non si ha paura di condividere il panorama con un esercito di turisti muniti di reflex e treppiedi a cinque zampe. Budget medio-alto, perché a ottobre i prezzi dei B&B schizzano come i funghi dopo la pioggia e un pranzo a Pienza costa quanto un biglietto per il cinema a Milano. Per arrivare, il metodo più sensato è l'auto: da Milano si prende l'A1 fino a Chiusi, poi si affrontano le statali che sembrano disegnate da un ubriaco. Muoversi senza quattro ruote è pura follia, i bus locali passano quando gli pare, se passano. Per una visita dignitosa servono tre giorni pieni, due se ci si accontenta di foto da cartolina. Il lato negativo è la ressa: tra le ore 10 e le 17 la Val d'Orcia sembra il centro commerciale il sabato, con code di SUV sulle strade bianche e parcheggi inesistenti. Un dettaglio che nessuna guida scrive: a fine ottobre, dopo un acquazzone, le strade sterrate diventano scivoli di fango. Meglio controllare le previsioni e portare scarpe impermeabili, perché arrancare nel pantano con la reflex al collo è meno romantico di quanto sembri. Il divano resta asciutto, ma il rosso dei vigneti al tramonto non si vede da lì.