Sardegna: qual è la cala più selvaggia?
La cala più selvaggia della Sardegna secondo me è Cala dei Sospiri, sul versante orientale del Golfo di Orosei, un piccolo gioiello di sabbia bianca incastonato tra scogliere a picco sul mare, raggiungibile solo via mare o con un trekking piuttosto impegnativo.
Il budget per questa esperienza è medio-alto: noleggiare una barca da Cala Gonone costa sui 40-50 euro a testa per una giornata, oppure si può prendere un taxi boat (circa 30 euro) che però lascia poco tempo per esplorare. Chi ama camminare può risparmiare, ma il sentiero dalla spiaggia di Cala Sisine è lungo e scivoloso, servono scarpe da trekking e almeno un’ora e mezza di cammino. Per arrivare in Sardegna volo diretto da Bologna a Olbia con compagnie low cost (economico se prenotato con anticipo), poi si noleggia un’auto per raggiungere Cala Gonone – il tragitto è di circa un’ora e mezza, con strade strette e panoramiche.
Per visitare Cala dei Sospiri basta una mezza giornata, ma per godersi l’atmosfera consiglio almeno un giorno intero, magari combinandolo con altre cale vicine come Cala Mariolu o Cala Goloritzé, tutte raggiungibili con la stessa barca.
L’aspeto negativo è che nonostanti la definizione “selvaggia”, in agosto questa cala è piena: barche che si danno il cambio, snorkelisti ovunque, e la sabbia bianca si riempie di asciugamani. Una delusione vedere un posto tanto remoto affollato di turisti.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: evitate il tratto di sentiero che parte da Cala Sisine – è segnalato, ma esposto e pericoloso sotto il sole. Invece, prendete un taxi boat all’alba (le prime corse partono verso le 6:30) e restate fino a metà mattina: a quell’ora la cala è quasi deserta, il mare è piaton come uno specchio, e i gabbiani vi terranno compagnia.