Kerala: backwaters, tè e un sorso di verde
Kerala: backwaters, tè e un sorso di verde. La domanda è lecita, ma bisogna smontare qualche mito. Io lo dico chiaro: il Kerala non è quel sogno da cartolina che tutti vendono, ma se si sa dove guardare regala molto di più. Budget medio-alto, non illudetevi con spiccioli. Le houseboat sui backwaters costano care se si vuole quella vera esperienza immersiva, e i resort sulle colline del tè hanno prezzi che lievitano in agosto, alta stagione dei monsoni. Per arrivare, volo su Kochi o Thiruvananthapuram, poi ci si muove in auto con autista, perche’ gli autobus locali sono un’incognita tra ritardi e strade strette. Dieci giorni sono il minimo per assaggiare tutto: tre per i backwaters da Alleppey, quattro per le piantagioni di Munnar, il resto tra Fort Kochi e un po’ di spiaggia a Varkala. Però la delusione arriva: le backwaters sono un prodotto confezionato, file di barche che sembrano un corteo, c’è poco di autentico. Il consiglio che non trovate sulle guide? Evitate Alleppey come base per la casa galleggiante, meglio partire da Kollam o da canali minori, dove gli abitanti vivono ancora sull’acqua senza fare i cartelli per turisti. Il tè a Munnar è bello, ma guardatevi dalle piantagioni più turistiche, puntate sulle factory meno note verso Devikulam. E la pioggia in agosto? Impiccia, ma rende tutto verde accecante. Non scrivo posti da copiare pari pari, solo da capire con i propri piedi prima di aprire il portafoglio.