Madonie: sentieri d'autunno tra i boschi siciliani
Le Madonie in autunno sono una scelta che paga eccome, e questa guida serve proprio a chi vuole organizzarsi per i prossimi mesi. Il periodo migliore va da fine ottobre a metà novembre, quando i boschi di faggio e cerro si accendono di rosso e arancione e l'aria è frizzante ma ancora godibile. Si arriva comodamente in macchina da Palermo in circa un'ora e mezza, prendendo la A19 fino a Termini Imerese e poi la statale per Petralia; senza auto si fa dura, perché i paesi sono collegati da poche corse di autobus. Per visitare la zona servono almeno tre giorni pieni: uno per Piano Battaglia e i sentieri alti, uno per Castelbuono e le sue frazioni, uno per Petralia Soprana e i borghi minori. Il budget è medio, contando sui 50-70 euro a notte per una camera semplice e sui 20-30 euro a testa per un pasto onesto; i rifugi più rinomati possono costare di più, ma si mangia bene anche nelle trattorie di strada. Da non perdere il sentiero che porta alla Quercia delle Checche, un albero monumentale che lascia senza fiato, e la faggeta di Piano Cervi all'alba. Da evitare invece il periodo dei ponti di novembre, quando ogni sentiero è preso d'assalto e le strade strette diventano un incubo. Un aspetto negativo è la segnaletica: spesso i cartelli sono sbiaditi o assenti, e senza un'app di tracciamento ci si perde con facilità. Ecco il consiglio che nessuna guida scrive: portarsi un bastone da trekking anche per i percorsi facili, perché le radici dei faggi dopo le piogge autunnali diventano scivolose come ghiaccio. Non serve prenotare con mesi di anticipo, ma conviene chiamare i rifugi qualche giorno prima per verificare che siano aperti, visto che molti chiudono a metà novembre.